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27.09.2014

La maestra:
«Nessuno sputo»

La scuola elementare di Castelnovo di Isola, dove è avvenuto l'episodio. ARCHIVIO
La scuola elementare di Castelnovo di Isola, dove è avvenuto l'episodio. ARCHIVIO

ISOLA. «Io non ho mai sputato ad un alunno. Di questo sono certissima. L'episodio che è avvenuto è stato un gioco, che aveva una valenza educativa. E comunque nessuno ha sputato; i bambini avevano finto di sputare, hanno soltanto fatto il gesto».
Ieri, a palazzo di giustizia, davanti al pubblico ministero Cristina Gava e ai carabinieri della procura, l'insegnante elementare Cristina Canevarolo, 58 anni, ha risposto per un paio d'ore alle domande degli inquirenti. Assistita dall'avv. Michele Grigenti, la docente - indagata per abuso di mezzi di correzione - aveva chiesto di essere interrogata prima che la procura chiudesse le indagini.
La vicenda è nota, ed era emersa nel novembre dello scorso anno, dopo la segnalazione in procura della mamma di un bambino della scuola elementare “Andrea Palladio” di Castelnovo di Isola, che si era rivolta alle autorità sostenendo che a suo figlio erano giunti degli sputi, e indicava come responsabile dell'accaduto la maestra. Inizialmente era stata avanzata l'ipotesi che fosse stata l'insegnante a sputare: una circostanza seccamente smentita dalla maestra, e che non comparirebbe nel fascicolo d'indagine.
Cosa era accaduto, allora? Quest'estate, da quanto è stato possibile ricostruire, i carabinieri hanno raccolto - in forma protetta - le testimonianze di una mezza dozzina di bambini. I quali avrebbero raccontato di un loro compagno, particolarmente vivace, che avrebbe avuto il vizio di sputacchiare agli altri. Anche, pare, alla maestra. La quale, per “educarlo” al rispetto degli altri, lo avrebbe messo da una parte, schierando i compagni dall'altra. Questi ultimi gli avrebbero sputato, su indicazione dell'insegnante, per fargli capire che non è bello ricevere quel gesto. Dal tenore delle testimonianze dei bambini, si sarebbe trattato di un'attività presentata come ludica.
La maestra, ieri, avrebbe confermato l'episodio, ma descrivendolo in maniera diversa. In primo luogo, il bimbo da educare non era costretto a restare lì; nè gli altri alunni erano stati obbligati. Ancora, che non c'era stato alcuno sputo, ma solamente il “gesto”. L'obiettivo sarebbe stato quello di far comprendere all'allievo che si comportava in maniera maleducata che sbagliava; e poichè non si riusciva a farlo desistere, aveva pensato a quel gioco. «Non era una punizione», è il ragionamento della difesa, che vuol dimostrare come non ci sia alcun reato. L'obiettivo è quello di ottenere l'archiviazione del procedimento.
Di altro avviso è ovviamente la mamma dello studente, che quando aveva saputo di cos'era successo in classe lo aveva ritenuto inaccettabile, tanto da presentarsi in procura per avere giustizia.
Canevarolo, che è parsa tranquilla, ha sottolineato che insegna ai bambini da decenni, che ama il suo lavoro e i ragazzi, e non ha mai avuto problemi. Continua ad insegnare nella stessa scuola, con soddisfazione, e non si sente responsabile di alcun abuso di mezzi di correzione. Ora spetterà alla procura stabilire come procedere nell'indagine, e se raccogliere eventualmente altre testimonianze. Ha commesso un reato la maestra? D.N.

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