CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

13.05.2018

L’erba infesta il cimitero Si userà il lanciafiamme

L’erbaccia verrà incendiata nei cimiteri di Isola.  FOTO DONOVAN CISCATO
L’erbaccia verrà incendiata nei cimiteri di Isola. FOTO DONOVAN CISCATO

Il Comune dà fuoco ai cimiteri. No: né il sindaco Francesco Gonzo né l’assessore all’ecologia Nicolas Cazzola hanno imposto una svolta sacrilega all’amministrazione di Isola imbracciando lanciafiamme nei quattro campisanti cittadini. Il pirodiserbo, questo il nome tecnico della pratica agronomica che sarà messa in campo in paese, serve per garantire allo stesso tempo il decoro dei luoghi di sepoltura ed il contrasto all’inquinamento: non c'è impiego di diserbanti nocivi per l’ambiente ma solo l’'aggiunta di qualche innocua ma inconsueta fiammata. AD ISOLA. In pratica, per questa decisa svolta verde in un Comune che si sta dando da fare sotto questo punto di vista, è stata interpretata alla lettera la normativa che inserisce anche le aree di sepoltura cittadine tra quelle «frequentate dalla popolazione o comunque da gruppi vulnerabili in cui i trattamenti diserbanti sono vietati e devono essere sostituiti con metodi alternativi salvo una deroga approvata dal sindaco che deve essere motivata sulla base di valutazioni tecniche effettuate da un consulente che sia abilitato nell’ambito della difesa fitosanitaria». Insomma, per usare i diserbanti nei cimiteri, così come nei parchi pubblici, ci vuole una motivazione specifica. «Quale soluzione adottare?», si sono chiesti ad Isola. La risposta era già contenuta nel decreto ministeriale del gennaio 2014, che consigliava la pratica alternativa del pirodiserbo. «La giunta ha dato il via libera alla sperimentazione della tecnica di lavoro che permette di controllare ed eliminare le erbe infestanti che crescono spontaneamente all’interno dei cimiteri attraverso il fuoco, per neutralizzarne le cellule vegetali». Questa sperimentazione che viene portata avanti con una serie di cicli sta coinvolgendo tutti e quattro i cimiteri cittadini, quello del capoluogo e poi i campisanti delle frazioni di Castelnovo, Ignago e Torreselle ed è stata affidata alla società cooperativa “Prisma” di Costabissara per un importo di 1.800 euro. «Il nostro obiettivo – commenta il vicesindaco Cazzola -. è quello di mantenere i decoro urbano eliminando l’uso dei prodotti fitosanitari». LA PRATICA. L’azione di questa pratica è legata al cosiddetto choc termico che viene indotto dal passaggio rapido di una fiamma o altra fonte di calore intenso sulla pianta infestante: questo improvviso e veloce innalzamento della temperatura agisce non tanto all’esterno del piccolo arbusto bruciandolo ma interviene direttamente sulla struttura cellulare del vegetale, distruggendola. In questo modo, gli scambi chimico-fisici necessari alla sopravvivenza della pianta vengono talmente alterati da provocarne la morte nel giro di poche ore o, al massimo, qualche giorno. La variazione nella tempistica può dipendere sia dal tipo di pianta in questione, sia delle condizioni climatiche in cui si opera il pirodiserbo. Non è utilizzato esclusivamente il fuoco inteso come fiamma libera per questo tipo di trattamento; il calore, infatti può essere indotto anche da una forte diffusione di vapore o di raggi infrarossi “sparati” ad hoc. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Karl Zilliken
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1