CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

11.01.2017

«Addio caro amico così gentile»

L’uscita del feretro dalla chiesa di Castelnovo gremita di giovani amici e compagni. [FOTOGRAFO]STUDIO STELLALa bara azzurra dipinta con girasoli colorati
L’uscita del feretro dalla chiesa di Castelnovo gremita di giovani amici e compagni. [FOTOGRAFO]STUDIO STELLALa bara azzurra dipinta con girasoli colorati
  • Aumenta
  • Diminuisci
  • Stampa
  • Invia
  • Commenta

La poesia di Guccini, le parole di Mandela, la musica dei Pink Floyd. E infine una bara azzurra con sopra dipinti fiori gialli che attraversa la navata della chiesa con dentro un ragazzo di sedici anni che se ne va per sempre. Ecco l’ultimo ricordo che lascia di sé il sedicenne di Isola vicentina che la sera dell’Epifania ha deciso di togliersi la vita.

All'interno di una bara colorata e allegra così come, secondo quanti gli volevano bene, era il suo carattere. Per questo il suo gesto drammatico pone tanti perché e non dà nessuna risposta. Ma ieri, al funerale del giovane nella chiesa parrocchiale di Castelnovo, la volontà era quella di ricordarlo con le stesse parole di dolcezza e sensibilità che lo contraddistinguevano.

Sono state scelte le letture di Francesco Guccini, Nelson Mandela, Emily Dickinson per introdurre l’addio al giovane, che con l’ultimo atto di generosità ha donato le cornee. Poi, l’invito di don Maurizio Mazzetto, che ha celebrato una liturgia della parola “laica”, a vivere con nobiltà d’animo: «Ragazzi, evitate le volgarità e le sciatterie, abbiate sempre nobiltà d’animo come l’aveva lui. Rispettate la disabilità, come faceva lui».

Amici e compagni di scuola del ragazzo, che frequentava il liceo scientifico “Tron” di Schio, hanno voluto salutarlo con scritti e ricordi. «Ricordo il primo momento in cui ti ho conosciuto – ha detto l’amico d’infanzia Franco –: eri un bambino timido come me. Finalmente avevo trovato un amico e così nacque la nostra amicizia. Le telefonate interminabili, le lunghe camminate in montagna. Io e te, tra boschi e prati, ci sentivamo i padroni del mondo».

«Eri solare ed energico, sempre sorridente e sempre gentile con tutti. Unico e insostituibile. Ma siamo tornati dalle vacanze e non ti abbiamo trovato al tuo posto, al tuo banco» sono state le parole strazianti dei compagni. Anche i genitori hanno preso la parola per esprimere vicinanza e affetto alla famiglia colpita dalla tragedia. Infine, la preside del liceo scientifico Giovanna Deon si è rivolta agli studenti, presenti in gran numero insieme a genitori e docenti, con un commosso e toccante appello: «Non so se sia meglio gridare forte o chiudersi dentro sé. So solo che bisogna rispettare e non giudicare. Vedo i ragazzi qui oggi con in volto il bisogno di risposte. Cari ragazzi, io non ho quelle risposte. Ma voglio dirvi che noi adulti siamo qui, e siamo qui per voi e per qualsiasi vostro problema. Non vi ignoreremo».

Claudia Ruggiero
Suggerimenti

Articoli da leggere

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1