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12.06.2018

Il trofeo dell'Omo
premia i giovani
del Giro d'Italia

Il trofeo tra sindaco Orsi, assessore Munarini e il portavoce del distretto Fabrello
Il trofeo tra sindaco Orsi, assessore Munarini e il portavoce del distretto Fabrello

Dai banchi di stampa in 3D al podio del Giro d'Italia. Il trofeo Tessitore, il cui modello è stato donato ufficialmente dal Distretto della scienza e tecnologia al Comune di Schio nel maggio 2017, affinché diventasse un premio ufficiale conferito dalla città, si prepara al debutto. Il primo esemplare sarà infatti consegnato giovedì 14 giugno all'atleta che al termine della 7^ tappa del Giro d'Italia Giovani Under 23 (Schio – Pian delle Fugazze), avrà conquistato la maglia rosa. Il trofeo riproduce il monumento "Al tessitore", soprannominato "L'Omo", realizzato nel 1879 da Giulio Monteverde su commissione di Alessandro Rossi che lo dedicò appunto “ai suoi tessitori”. Risulta essere il primo monumento in Italia dedicato a dei lavoratori, ed oggi è uno dei principali simboli della città di Schio. La statua raffigura un operaio che tiene in mano una navetta, parte essenziale del telaio meccanico; ai suoi piedi sono posti dei panni, il frutto del suo lavoro. Su richiesta dell’amministrazione comunale di Schio l'anno scorso il Distretto della scienza e tecnologia ha curato la realizzazione del trofeo, alto 28 cm, utilizzando tecnologie innovative proprie dell'industria 4.0. «È un momento di grande soddisfazione - dichiara il sindaco Valter Orsi -. Il trofeo inizia il suo viaggio in un momento prestigioso e di visibilità per la nostra città, ed è destinato a portarne altrove i valori di operosità e innovazione che lo stesso rappresenta» «Siamo felici che l'iniziativa e il nostro manufatto inizino ad accompagnare la storia della città di Schio – aggiunge Luca Fabrello, portavoce del distretto e ideatore dell'opera–. È significativo e beneaugurante che il nostro “Omo” si affianchi a una delle manifestazioni sportive nazionali più prestigiose e venga assegnato a chi incarna l’eccellenza vestendo la maglia rosa: in un certo senso, qui siamo pieni di imprese “campionesse”, che a pieno titolo potrebbero vestirla».   

Silvia Dal Ceredo
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