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21.02.2019

Fusione Ipsia-Itis? «Mai proposta»

La sede dell’Istituto Tecnico Industriale De PrettoL’esterno della sede scledense dell’Ipsia Garbin. FOTO STELLA CISCATO
La sede dell’Istituto Tecnico Industriale De PrettoL’esterno della sede scledense dell’Ipsia Garbin. FOTO STELLA CISCATO

«No alla fusione tra Ipsia Garbin e Itis De Pretto». Carlo Cunegato di Tessiamo Schio chiede al sindaco lumi su questa ipotesi, ventilata nei mesi scorsi, ma Valter Orsi è categorico: «Mai stata una possibilità, pare ci sia un problema di comprensione». I dirigenti scolastici dei due istituti sono disposti a sedersi intorno ad un tavolo per la programmazione ma ad una condizione: «Preservare le specificità ed il patrimonio costruito negli anni». LA POLITICA. A scagliare il sasso è il consigliere della lista civica Cunegato, che ha firmato un’interrogazione per il prossimo Consiglio comunale: «Il sindaco Orsi aveva proposto ai dirigenti la volontà di lavorare per una fusione dell’istituto tecnico “De Pretto” con la sede scledense della istituto professionale “Garbin” - la dura presa di posizione di Cunegato -. Il Consiglio d’istituto dell’Itis e lo stesso preside si sono dichiarati contrari e noi siamo d’accordo con loro. Accorpare due istituti così grandi significa per una sola dirigenza ed una sola segreteria gestire qualcosa di molto complesso. Sembra che la logica dietro a questa proposta sia quella della razionalizzazione: tagli inaccettabili all’istruzione. I due istituti, tra l’altro, non sono nemmeno contigui, con difficoltà facilmente comprensibili. È necessario mantenere almeno un Professionale forte nell’Alto Vicentino, altrimenti il rischio è quello di percorrere la strada di Valdagno o Montecchio Maggiore, con un forte indebolimento dell’Ips». Orsi non accetta di ricevere la paternità di una proposta «mai fatta. Stiamo combattendo la denatalità alle scuole dell’infanzia. Un’ondata che tra otto anni si abbatterà sulle superiori. Durante uno degli incontri periodici con le scuole, ho proposto un tavolo di lavoro con Valdagno, Thiene e le categorie economiche per programmare. In quel frangente, ho parlato di un “polo tecnico-professionale”, volendo valorizzare le specificità delle scuole, a cui va aggiunto anche l’Itet Pasini, perché si potenzino gli indirizzi d’eccellenza senza creare concorrenza interna. Questa frase è forse stata male interpretata o, come nel caso di Cunegato, strumentalizzata. Questo uso politico della questione mi lascia una profonda amarezza. La questione è stata ampiamente affrontata sia durante una riunione al “De Pretto” a cui ho partecipato per chiarire la questione, sia durante una serata al “Meeting box”. Che la fusione non sia una strada percorribile è fin troppo chiaro». LA SCUOLA. La dirigente del “Garbin”, Marina Maino, spiega: «A metà ottobre il sindaco ci aveva espresso l’idea di fare un polo tecnologico a Schio e di pensare ad una riorganizzazione. Il tavolo dei dirigenti è stato compatto nel dire che non ci sono preclusioni ma si tratta di essere coinvolti e ragionare. Rifiutiamo la mera logica economico-finanziaria ma dobbiamo guardare alla qualità dei risultati e del servizio che diamo. Noi, per esempio, abbiamo tante anime. È vero che ci sono degli indirizzi simili nei due istituti come manutenzione e meccanica, ma noi non siamo solo quello. Abbiamo l’indirizzo commerciale, la promozione pubblicitaria e la moda ma bisogna anche valutare se tutto il know-how costruito in questi anni da un istituto con quasi 1.400 studenti che va bene, il modo di affrontare didattica, i laboratori, il “cooperative learning”, oltre al grande bagaglio contro la dispersione scolastica, va smantellato: la risposta può anche essere “sì”, ma deve essere ben chiaro a cosa si va incontro». Il dirigente dell’Itis, Alberto Frizzo, conclude allineandosi con la collega: «Le scuole sono degli organismi molto complessi e a volte sembra facile razionalizzare da fuori, mentre quando si guarda dentro si scoprono molti parametri come la specificità, la complessità, la logistica e gli spazi. Noi siamo disponibili a qualsiasi tavolo di confronto ma con molta attenzione perché alla fine i ragazzi e gli insegnanti non sono numeri». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Karl Zilliken
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