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sabato, 17 novembre 2018

Fugge e travolge militare

Alexei Garaba, 21 anni, in stile “Gomorra” sul suo profilo socialIl “Lucky bar” preso di mira dalla gang di malviventi. STUDIO STELLA

Sul suo profilo social si fa fotografare in stile “Gomorra”, impugnando quello che sembra un fucile d’assalto. E si fa chiamare “drugo”, come la banda di violentatori e rapinatori di “Arancia meccanica“. Un bel biglietto da visita per Alexei Garaba, 21 anni, moldavo, residente in città, riuscito nell’impresa di farsi arrestare per la terza volta in un mese. Ma questa volta ha esagerato perché ai furti e alle spaccate ha aggiunto la violenza nei confronti di un carabiniere che gli potrebbe costare assai cara. IL FATTO. La scorsa notte l’allarme scatta al “Lucky bar” di via Rovereto, sullo stradone per Torrebelvicino. Una pattuglia del radiomobile dei carabinieri, avvertita da un cittadino che ha sentito rumori sospetti nel locale sottostante, si precipita sul posto. Nel bar - tabaccheria ci sono individui che si aggirano. Mentre uno dei complici sta arraffando pacchetti di sigarette, i militari riconoscono Garaba, che avevano arrestato solo pochi giorni fa dopo un paio di spaccate ai danni sempre di esercizi pubblici. Il moldavo tenta una fuga a piedi e scaraventa a terra il carabiniere che lo stava bloccando e che non si dà per vinto. Si rialza, prosegue nell’inseguimento e lo acciuffa. Garaba e la sua gang avevano in precedenza svaligiato un’abitazione di Poleo, da cui avevano rubato orologi, cellulari, monili in oro e le chiavi di una Fiat Sedici con cui erano allontanati e recati al Lucky per completare il raid. Per Garaba, portato in caserma, scattano le manette per rapina, furto in abitazione, resistenza a pubblico ufficiale. Ora si indaga sui complici, i cui nomi e volti non dovrebbero essere sconosciuti alle forze dell’ordine, che già stanno indagando sul marocchino che aveva aiutato il moldavo nei precedenti colpi a Schio. Dal bar di via Rovereto la banda, composta probabilmente da tre malviventi, aveva sottratto pacchetti di sigarette e accendini, riconsegnati ai titolari. All’appello mancherebbero dei tagliandi “gratta e vinci”. IL SORVEGLIATO SPECIALE. Nei confronti di Garaba il comandante della Compagnia di Schio, maggiore Vincenzo Gardin, aveva chiesto misure di prevenzione dopo i due arresti precedenti. Si tratta del cosiddetto “avviso orale”, che obbliga il soggetto a comportamenti positivi e a non ricadere in reati, pena farlo diventare un sorvegliato speciale. Era stato arrestato e subito processato solo mercoledì scorso. Ora si trova in carcere ed è pressochè certo che dovrà scontare sia i 14 mesi già accumulati che quelli, ben più pesanti, che gli saranno affibiati per la sua nuova impresa. Il moldavo abita in teoria con i suoi nella periferia scledense ma, a quanto pare, soprattutto di notte, a casa non c’è mai. IL SINDACO. «Un’eccellente operazione quella messa a segno dai carabinieri - commenta il sindaco Valter Orsi. - Ero amareggiato perché, con due arresti e 14 mesi di condanna, questo tipo era ancora libero. Spero sia la volta buona per fare scattare una pena detentiva severa». • © RIPRODUZIONE RISERVATA