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10.07.2010

Montecchio.
Processioni,
il parroco
dice no

L’esterno della chiesa della frazione di Sant’Urbano. COLORFOTO
L’esterno della chiesa della frazione di Sant’Urbano. COLORFOTO

Dopo il coro della chiesa tocca all'abolizione delle processioni con le statue lungo le vie della frazione. E i fedeli insorgono in difesa delle tradizioni. Il parroco di Sant'Urbano, don Stefano Manni, dopo aver sciolto il coro perché proponeva canti troppo complicati durante le liturgie, qualche giorno fa ha comunicato alla comunità di voler eliminare 3 delle 7 processioni annuali. Quella di Sant'Urbano organizzata ogni 25 maggio e risalente al 1700, quella di San Giovanni Bosco in programma ogni anno il 31 gennaio e infine quella della Madonna del Carmelo, ormai prossima venerdì 16 luglio.
«Questa decisone - spiega don Stefano - deriva da una valutazione condivisa con i membri del consiglio pastorale e si basa sulla mia esperienza di 4 anni a capo della parrocchia, dove ho constato che queste 3 processioni sono poco partecipate dai fedeli. La celebrazione di queste feste religiose, comunque, non verrà eliminata ma si ridurrà a delle semplici messe». «Ritengo giusto "sfoltire" un po' il credo per non rimanere troppo legati a statue e devozioni del passato ormai non più partecipate. Ad esempio quella di San Giovanni Bosco che si basa su un tradizione orale e di cui non vi sono documenti scritti» dice don Stefano.
La decisone del parroco, però, ha suscitato parecchio scontento fra i residenti di Sant'Urbano che hanno deciso di rompere il silenzio mantenuto durante la vicenda del coro. «È più facile far cadere un paese che eliminare una tradizione - commenta Antonio Neri -. Le processioni fanno parte della nostra tradizione, soprattutto quella del patrono del paese. Sono occasioni di unione. Non ci sentiamo rappresentati dal consiglio pastorale perché tutti i membri sono stati scelti dal parroco e non dalla comunità». Aggiunge Rosanna Piana: «Non mi piace la decisone del parroco di eliminare le processioni. Anche se sono poche le persone che vi partecipano è giusto continuare a farle per loro. In questo modo sta disgregando la frazione. A partire dalla vicenda del coro. Molte persone se ne sono già andate in altre parrocchie». «Le processioni sono una delle tradizioni più belle - afferma Stefano Santuliana - e non è giusto privare il paese di qualcosa a cui è devoto ed affezionato».
Conclude Bepi Peron, l'anziano organista della frazione e membro dell'ex coro, che torna sulla vicenda dello scioglimento del gruppo: «Non sono stati i coristi, in sede di discussione, ad andarsene sbattendo la porta. Bensì il parroco. L'ex direttore del coro ha sempre scelto canti sulla base dei suggerimenti liturgici».

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Cinzia Ceriani
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