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07.08.2018

Viaggio sulle orme del nonno internato

Lorenzo Schiavo e Matteo Taietti seguiranno le orme del nonno di Lorenzo, internato nel 1943.   G.Z.Adolfo Giusti, classe 1922, era guardia di frontiera a Tarvisio.   G.Z.
Lorenzo Schiavo e Matteo Taietti seguiranno le orme del nonno di Lorenzo, internato nel 1943. G.Z.Adolfo Giusti, classe 1922, era guardia di frontiera a Tarvisio. G.Z.

Lorenzo Schiavo, 16 anni, castellano, studente al liceo scientifico Da Vinci di Arzignano, calciatore del San Vitale e Matteo Taietti, 21 anni, veronese ma montecchiano d’adozione, studente in scienze della comunicazione all’Università di Verona. Ieri i due sono partiti per un viaggio della memoria che durerà fino al 20 agosto sulle orme del nonno di Lorenzo, Adolfo Giusti, classe 1922, chiamato alle armi nel 1943, subito fatto prigioniero dopo l’8 settembre. Tutto è iniziato quando Lorenzo, lo scorso anno, ha ritrovato durante una festa di famiglia a casa della cugina Elena il diario del nonno, di Bonaldo di Zimella nel Veronese, guardia di frontiera a Tarvisio durante la Seconda Guerra Mondiale, deportato in Germania nei campi di concentramento tra gli internati militari italiani nel 1943. Un’esperienza caratterizzata da stenti, violenze e tante difficoltà che Adolfo ha trascritto in un bloc-notes intitolato “Per memoria. Germania 1944”. Lorenzo ha poi portato il diario a scuola in occasione del giorno della memoria, e il suo insegnante Antonio Montepaone lo ha esortato a raccontarne la storia. «Così mi è scattato un impulso a scoprire di più» dice Lorenzo. Anche perché il nonno, che il nipote non ha fatto in tempo a conoscere, non ha mai parlato di quel buio periodo nemmeno con le figlie, compresa Nicoletta, la madre di Lorenzo: «voleva dimenticare e andare avanti». Grazie alle sue ricerche all’Archivio di Stato di Verona, Lorenzo è riuscito a raccogliere la documentazione necessaria per far conferire al nonno la medaglia d’onore concessa agli ex internati. Riconoscimento che le sue ricerche hanno permesso di far avere anche a Guido Visentin di Arcole. Entrambi vennero catturati il 9 settembre del 1943 e vennero tutti e due deportati prima allo Stalag IX-B di Wegscheide (70 chilometri a Est di Francoforte) e poi in una fabbrica di Francoforte. Quando il 22 marzo del 1944 durante un bombardamento Adolfo fu ferito da una scheggia alla schiena, Guido se lo caricò sulle spalle e lo portò in un ospedale salvandogli di fatto la vita. Dapprima il nipote ha pensato di scrivere un libro sulla storia del nonno, ora invece con l’amico Matteo, che curerà regia, riprese e montaggio mentre Lorenzo avrà il ruolo di intervistatore, ha deciso per un docu-film che permette un linguaggio più diretto verso i giovani, da girare lungo il percorso compiuto dal nonno. «Abbiamo scelto di ripercorrere le orme di Adolfo – spiegano i due giovani che si sono conosciuti all’oratorio del Murialdo di Montecchio dove entrambi operano come animatore ed educatore – non solo per incontrare storici, archivisti e testimoni. Partiamo per raccontare anche storie di persone comuni che incontreremo durante il nostro viaggio. Entrambi avremo a disposizione un diario, propri come quello che Adolfo ha utilizzato per raccontare la sua esperienza: vi annoteremo i nostri appunti di viaggio e soprattutto sentimenti e riflessioni, necessarie poi per sviluppare il film documentario. Bisogna capire il passato per non ripetere gli stessi errori». I due giovani sveleranno le tappe del viaggio che potrà essere seguito sulla pagina facebook Storie da diffondere, l’associazione culturale fondata da Matteo Taietti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giorgio Zordan
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