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20.10.2017

Tre furti, appello ai ladri
«Non abbiamo più niente»

Il cartello scritto a mano dai coniugi Lago contro i ladri. ARMENI
Il cartello scritto a mano dai coniugi Lago contro i ladri. ARMENI

Tre furti in meno di due anni, sei da quando, vent’anni fa, si sono trasferiti nella villetta sulle colline non distante dalla chiesetta della Madonna delle Grazie. Un luogo immerso nella natura, tra Costabissara e Gambugliano (sotto cui ricade l'indirizzo), tanto tranquillo e isolato da far gola, inevitabilmente, anche a ladri e malintenzionati.

Gli stessi ai quali, attraverso cartelli scritti a mano, la famiglia Lago ha deciso di rivolgersi per cercare di mettere fine, una volta per tutte, alle incursioni nella loro abitazione in via Zovo.

«Cari ladri, in venti mesi siete venuti 3 volte, cosa pensate di trovare, mi avete portato via tutto» e, ancora «la cassaforte non ce l’abbiamo, gioielli neppure, soldi nemmeno», il tenore dei messaggi scritti su fogli di carta che la signora Carmen e il marito Elio hanno preparato e che affiggono ogni mattina sulle porte di casa.

Questo dopo che lo scorso Ferragosto i malviventi avevano fatto visita all’abitazione per l’ennesima volta, danneggiando gli infissi e rovistando in ogni stanza mentre i coniugi erano fuori. In quell’occasione, è convinta la coppia, i due cani di famiglia, un pastore tedesco e un maremmano, sarebbero anche stati picchiati dagli intrusi: «Sono rimasti impauriti e non fanno più la guardia, qualcosa dev’essere successo di certo, sospettiamo abbiano fatto loro del male».

Così, in attesa di attrezzarsi con altri e più tecnologici sistemi di sicurezza («Ma abitiamo in una zona fuori mano in cui, anche con l’allarme, prima che arrivino le forze dell’ordine passerebbe comunque troppo tempo»), la coppia ha deciso di provare a fare leva sulla coscienza dei ladri, risparmiando loro anche un’inutile fatica.

«Dopo tutti i furti che abbiamo subito non teniamo più niente di valore in casa e i danni maggiori ce li fanno alle finestre e agli infissi, i gioielli ce li hanno portati via in uno dei primi episodi, ormai 18 anni fa; all’epoca il bottino fu di parecchi milioni di lire, un vero colpo per noi».

Così, dopo la batosta di Ferragosto, l’idea, apparentemente ingenua ma forse proprio per questo ingegnosa, di appellarsi direttamente ai malviventi. Per evitare nuove, indesiderate visite, marito e moglie hanno infatti preso l’abitudine di attaccare al portone principale e all’ingresso secondario della casa i due cartelli, al momento di uscire per andare al lavoro. «Ormai lo facciamo quasi automaticamente, prima di partire - conclude Carmen - quando torniamo a casa poi li togliamo, ma mentre siamo fuori vogliamo sperare che a qualcosa possano servire». E non è detto che la loro idea, alle porte del ritorno all’ora solare che solitamente inaugura la stagione più fertile per furti, non possa fare scuola tra i cittadini.

Giulia Armeni
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