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03.11.2018

Pericolo alluvioni, il bacino si espande

Uno scorcio del bacino di Montebello che è previsto sia ampliato arrivando a 9 milioni di metri cubi.  TROGU
Uno scorcio del bacino di Montebello che è previsto sia ampliato arrivando a 9 milioni di metri cubi. TROGU

Più vicini i lavori di ampliamento del bacino di Montebello. È’ uscito in questi giorni il bando per la redazione del progetto esecutivo dell’intervento di ammodernamento del grande invaso alle porte dal paese. Si tratta di una sorta di architrave per quanto riguarda la sicurezza idraulica dell’Ovest Vicentino, dell’Est Veronese e della Bassa Padovana. La pubblicazione della gara da 330 mila euro sul bollettino ufficiale della Regione per l’ultima fase della progettazione rappresenta un ulteriore passo avanti verso l’attesa esecuzione delle opere che porteranno a un più efficace sistema di difesa contro le rotte dell’Agno Guà ma anche, per la prima volta, di prevenzione contro le possibili future esondazioni del torrente Chiampo. L’intervento, il cui importo si aggira intorno ai 51 milioni di euro, che è una cifra tra le più alte in Veneto per questo tipo di opera, prevede l’aumento della capacità di laminazione che passerà dagli attuali 6 milioni di metri cubi ad un’estensione della metà, arrivando a toccare i 9 milioni. Una dimensione ritenuta in grado di garantire una risposta idonea a piene come quella devastante del 2010. ARGINATURA. Non solo. All’interno dell’area del bacino, che ricade entro i confini dei tre Comuni di Montebello, Zermeghedo e Montorso, sarà realizzata una speciale arginatura divisoria per la creazione di un altro invaso, più ridotto, che potrà funzionare come il secondo ventricolo di un grande cuore pulsante che immetterà ed espellerà di volta in volta le portate in eccesso in arrivo da ciascuno dei due principali corsi d’acqua che scendono dalla Valle del Chiampo e da quella dell’Agno. AMPLIAMENTO. L’allargamento del bacino di Montebello rientra nell’ambito della creazione di un complesso sistema di difese idrauliche delle rotte del Guà che si integra con i due bacini a monte e a valle di Trissino, che avranno il compito di precedere le laminazioni delle piene prima di scendere a Montebello. La gara per la progettazione esecutiva che segue, a dispetto del nome, i progetti definitivi, già realizzati, e che dovrà essere presentata in 150 giorni dalla firma del contratto da parte del vincitore, prelude al vero e proprio appalto per i lavori e alla successiva apertura del cantiere nel bacino. La possibilità di appaltare prima era slittata per l’entrata in vigore, più di un anno fa, della nuova normativa che ha prescritto la necessità di indire le gare solo con l’esecutivo e con il reperimento di tutte le risorse, allungando i tempi. PRIORITÀ. Questi tuttavia, anche con il progetto in mano, saranno scanditi dal reperimento delle coperture finanziarie. «L’ampliamento del bacino è ad oggi tra i primi interventi in graduatoria per ricevere i finanziamenti da parte del ministero dell’Ambiente - fanno sapere dalla Direzione Difesa del suolo di Venezia -. Quei soldi fanno parte delle risorse da riversare alle Regioni per gli interventi strategici della difesa idrogeologica del suolo. Se arrivassero, ci vorrebbe un anno tra gara e firma del contratto e altri tre per vedere i lavori finiti». Dunque, la strada è stata intrapresa, ora non resta che aspettare la realizzazione di quest’opera anti-piena fondamentale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Guarda
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