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17.06.2017

«Ho acconciato i capelli alla figlia di Charlot»

L’attrice Geraldine Chaplin con Lorenzo Trevisan. M.G.
L’attrice Geraldine Chaplin con Lorenzo Trevisan. M.G.

«C’era una scena in cui era vestita da sacerdotessa egizia, i paramenti erano leggeri, aveva soltanto la tunica e faceva un gran freddo. E che ha fatto lei? Per scaldarsi si è alzata la tunica e si è messa a fare la camminata coi passetti a piedi divaricati come faceva il padre nei finali dei film di Charlot, mentre teneva l’orlo alzato come se avesse in mano il bastone da roteare». Lorenzo Trevisan di Montebello, durante le riprese del thriller archeologico “The broken key”, girato a Torino, è stato il parrucchiere personale di Geraldine Chaplin, la figlia del grande Charlie Chaplin ed affermata attrice.

«Geraldine è un’antidiva – spiega Trevisan – basti pensare che quella volta sotto la tunica sono spuntati dei leggins neri con grandi teschi colorati fluo e quando è stato ora di staccare per la pausa pranzo, dopo aver girato per ore le scene alla Mole Antonelliana e al Museo Egizio, con la parrucca ancora in testa e l’abito di scena addosso, si è infilata un improbabile bomberino arancio, sempre fluo, ha inforcato un paio di occhiali dalla montatura dello stesso colore, ed è andata a mangiare nel ristorantino di fronte con una nonchalance da non credere». Il film, per la regia di Louis Nero, vanta un cast hollywoodiano con coprotagonisti Christopher Lambert, William Baldwin, Franco Nero e Rutger Hauer.

«Ero lì esclusivamente per lei - racconta l’acconciatore di Montebello -. L’ho seguita per l’intera durata delle riprese italiane, tra un ciak e l’altro ero sempre pronto ad intervenire per sistemarle i capelli e ogni mattina per prepararla c’erano almeno due ore di trucco e parrucco, e a fine set dovevamo toglierle tutto. Mentre stava seduta sulla poltrona del camerino mentre io e lo staff lavoravamo su di lei, si studiava la scena con il copione fra le mani. Quando voleva chiederci qualcosa, siccome non parla bene l’italiano, quello che doveva dire lo spiegava mimando. E per farsi perdonare per qualche contrattempo ripeteva gli sketch comici che faceva il padre nei film muti. Affabile, giocosa e ironica, molto professionale, quando ci siamo salutati ci siamo abbracciati. Difficile dimenticarsela». M.G.

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