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13.09.2018

Esce dal tribunale
e ruba: campione
finisce in manette

Harish Kumar
Harish Kumar

MONTEBELLO. Un mese fa gli era andata benone. La procura, che gli contestava 18 furti, aveva chiesto per lui le manette, ma il giudice aveva ritenuto sufficiente l’obbligo di firma. Lo stesso giorno in cui si era presentato in tribunale per essere interrogato - e aveva fatto scena muta, avvalendosi della facoltà di non rispondere -, poco dopo essere uscito dal palazzo di giustizia era andato a rubare un’altra volta. E poi era rimasto coinvolto in una rissa e in una truffa. Stavolta, le manette per Harish Kumar, 25 anni, campione di kabaddi, il rugby indiano, sono scattate. Ieri i carabinieri gli hanno consegnato l’ordinanza di custodia firmata dal giudice Massimo Gerace, e lo hanno accompagnato in via Garibaldi a Montebello, dove è ristretto ai domiciliari. Quando lo ha saputo, il suo difensore, l’avv. Corrado Perseghin, ha allargato le braccia. L’indagato sarà di nuovo interrogato. La parabola di Kumar è singolare: da operaio di conceria a campione di rugby; e da campione di rugby a plurindagato. Kumar, nato in India ma residente a Montebello da quando era bambino, da tempo fa parlare di sè. Il pubblico ministero Alessandra Block lo accusava di aver commesso 18 furti in pochi mesi, e ora la lista si allunga. Kumar salì agli onori nelle cronache nel 2016, a 23 anni. Fino a due anni prima lavorava in una conceria; poi diventò una star in quanto campione di kabaddi, una sorta di rugby indiano senza palla. Era partito da Montebello per raggiungere il Belgio e l’Olanda per la Coppa Europa. Poi aveva disputato i mondiali in India. Nel maggio 2016 riuscì a chiamare a Montebello i principali campioni di quello sport, organizzando una tappa della Coppa Europa. Ma, nonostante i viaggi, è sempre tornato a Montebello, dove vive con la compagna Komal Rani, che sarebbe sua complice in alcuni furti. In agosto, il giudice gli aveva imposto l’obbligo di firma in caserma dopo le indagini dei carabinieri della compagnia di Valdagno, comandati dal maggiore Maronese. Era accusato di una raffica di furti fra palestre, negozi, uffici e furgoni. Si presentò in tribunale, ma preferì star zitto. Come poi ricostruito dai carabinieri della stazione di Montebello, con i marescialli Poiesi e Carlin, dopo l’interrogatorio Kumar si era recato a Lonigo, al mercato settimanale; con una scusa, lui e la moglie avevamo distratto i titolari di un banco, derubandoli dell’incasso. Stefania Garzon e Rossano Mericiani avevano lamentato un ammanco di 2.200 euro. L’indiano, che era stato anche inseguito, era stato riconosciuto dalle foto segnaletiche, come anche in occasione del furto della borsetta con 100 euro di Franca Arcaro - avvenuto nel marzo scorso -, e della sottrazione di mille euro dalla cassa della tabaccheria della stazione dei treni di Vicenza. L’indagato avrebbe poi arraffato 4.500 euro dalla cassa del negozio di alimentari “Rk super store” di Jakaria Md Kamal, in città. In precedenza, Kumar avrebbe avuto un ruolo nella truffa ai danni di Amarijt S., che pagò una patente falsa per vera con 3.500 euro, e alla rissa che ne era seguita. Complessivamente, le diverse azioni criminali, pur non eclatanti, gli avrebbero consentito di raggranellare un bottino di tutto rispetto: decine di migliaia di euro. Di certo, il campione non ha rispettato le prescrizioni del giudice, evidenziando un’attitudine per il furto. E pertanto lo stesso giudice ha aggravato la misura: merita i domiciliari. 

Diego Neri
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