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14.03.2019

Ciclista ucciso da un’auto Indagato l’investitore

Il luogo in cui si è verificato l’incidente costato la vita a Davide FabrisDavide Fabris, immortalato in un momento di divertimento
Il luogo in cui si è verificato l’incidente costato la vita a Davide FabrisDavide Fabris, immortalato in un momento di divertimento

I genitori di Davide Fabris, con cui condivideva l’abitazione di via Selva Bassa a Montecchio Maggiore, sono ancora in attesa del nulla osta per poter fissare la data del funerale del loro figlio, deceduto martedì mattina dopo essere stato investito da un’auto lungo la provinciale Valchiampo mentre si stava recando al lavoro in sella ad una bicicletta elettrica, come da tempo era solito fare. Alla guida dell’auto, una Volvo berlina, R.F., 31 anni, anche lui di Montecchio: il giovane è indagato per omicidio stradale. I famigliari, tra le cose di Davide, hanno trovato nella sua camera un manoscritto, una sorta di diario romanzato incentrato sulla sua vita. Una sorpresa, perché nessuno dei parenti sapeva di questa sua passione letteraria. Al libro però è stata data per il momento solamente un’occhiata superficiale: troppo il dolore in queste ore per addentrarsi nella lettura e far riaffiorare ricordi ancora troppo difficili da sopportare. Mauro e Matteo, i fratelli gemelli di Davide, però si sono presi un impegno: «Quando avremo un po’ più di serenità lo leggeremo accuratamente. L’idea è quella di farlo pubblicare». Davide, avrebbe compiuto 47 anni ad ottobre, era dipendente di Agno Chiampo Ambiente dove era impiegato come operatore della raccolta dei rifiuti nella sede di Montebello. Qui lavorava da un paio d’anni mentre in precedenza aveva prestato servizio per parecchi anni nella sede di via Strada Romana a Montecchio, più vicina a casa. Ma aveva deciso lui di spostarsi. Aveva conseguito il diploma di odontotecnico a Vicenza, ma la sua carriera in questo settore è durata poco. Aveva trovato impiego a Caldogno, ma dopo pochi mesi è arrivata una chiamata dalle Sorelle Ramonda dove è stato impiegato come commesso. Prima di approdare in Agno Chiampo Ambiente ha avuto una parentesi lavorativa anche alla Bisazza di Alte. La sua grande passione era quella di andare a funghi. «Anche quando andava a scuola – ricordano i fratelli – appena rientrava a casa spariva nei boschi delle colline circostanti. E ne trovava parecchi, tanto che la maggior parte li regalava. Il suo era un animo generoso. Ma gli piaceva anche curare e tenere in ordine il giardino di casa, potando le piante e tagliando l’erba». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giorgio Zordan
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