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17.06.2017

Una nuova chirurgia per i tumori

L’equipe del dott. Finco durante un intervento al ”Cazzavillan”. L.N.
L’equipe del dott. Finco durante un intervento al ”Cazzavillan”. L.N.

Una nuova tecnica laparoscopica per la rimozione dei tumori del retto. In grado di migliorare la qualità della vita del paziente e di ridurre il dolore e le complicazioni post operatorie. All’ospedale Cazzavillan di Arzignano è stato adottato, tra le prime strutture sanitarie in Italia, un innovativo approccio mini invasivo combinato per questo tipo di intervento che rappresenta una valida alternativa rispetto alle altre terapie chirurgiche previste, soprattutto nei pazienti in cui prima l’approccio di tipo tradizionale risultava l’unica strada percorribile.

Alla struttura sanitaria arzignanese, distretto Ovest dell’Ulss 8 Berica, sono già tre i pazienti che nelle ultime settimane sono stati operati con questa metodica: due uomini di 68 e 82 anni e una donna di 78 anni, tutti per la rimozione di un tumore del retto inferiore. La tecnica in laparoscopia, decisamente all’avanguardia, è denominata Trans Anal, Total Mesorectal Incision. Una metodologia innovativa ma complessa, come spiega il dott. Cristiano Finco, direttore dell’unità operativa complessa di chirurgia generale dell'ospedale arzignanese. “L’idea è quella di svolgere l'intervento in laparoscopia utilizzando due vie diverse in contemporanea, dal retto e dall'addome, con due chirurghi e due strumentazioni, che lavorano praticamente nello stesso momento, riuscendo così a rimuovere tutti i tessuti intaccati dalla malattia fino a ‘incontrarsi’ a metà strada». Una tecnica che consente una migliore precisione del gesto chirurgico e una perfetta asportazione del tumore grazie alla magnificazione dell’immagine. Il decorso post operatorio dei pazienti sottoposti all’intervento con la nuova metodologia è stato regolare e ha evidenziato i vantaggi di questa tecnica innovativa.

«Si tratta innanzitutto di un intervento radicale dal punto di vista oncologico – continua il dott. o Finco – consente un recupero funzionale più precoce, un minor dolore post operatorio e in generale una convalescenza sensibilmente più breve del paziente. Basti pensare che già il giorno dopo l'intervento chirurgico c’è la ripresa graduale dell’attività dell’intestino con un ripristino più rapido delle funzioni, con la possibilità quindi di assumere alimenti e di scendere dal letto. Inoltre si registra una minore incidenza di complicanze». Si tratta di una tecnica laparoscopica mini invasiva che presenta una serie di vantaggi ma che per essere eseguita richiede anche una notevole esperienza di chirurgia. Precisano all’Ulss 8 Berica che nel 2016 sono stati eseguiti ben 73 gli interventi di rimozione di tumori del colon retto, di cui 32 per via laparoscopica, in pratica il 43,83 per cento.

Nel Distretto Ovest dell’Ulss 8 Berica tra l’altro c’è un impegno non da poco nell’ambito della prevenzione oncologica: ogni anno sono circa 27 mila gli inviti alla cittadinanza a sottoporsi allo screening per la prevenzione di primo livello del tumore al colon retto. Di questi circa il 3-4 per cento, ovvero un migliaio di utenti, passano al secondo livello di controlli e approfondimenti.

Luisa Nicoli
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