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02.01.2018

Le prime visioni per i sessant’anni del piccolo cinema

La Sala della Comunità di Vo’ agguanta le prime visioni. BRENDOLA
La Sala della Comunità di Vo’ agguanta le prime visioni. BRENDOLA

Il sessantesimo compleanno ha portato alla Sala della comunità di Vo’ di Brendola un grande regalo, la possibilità di proiettare film in prima visione. Se prima ci si doveva “accontentare” della seconda visione solo qualche mese dopo l’uscita ufficiale dei film, ora le stesse opere saranno offerte in contemporanea con i multisala e i cinema più conosciuti. I primi titoli in programmazione sono stati “Star Wars - Gli ultimi Jedi” e “Coco”, in sala anche nei prossimi giorni. «È una nuova avventura - spiega il presidente dell’associazione Sala della comunità Ivan Pelizzari - da anni stiamo seminando con investimenti, implementazioni tecnologiche, sistemi di scaricamento dei film dalle agenzie on demand, per arrivare a diventare un cinema del tutto simile alle sale più grandi del Vicentino. Siamo in grado di offrire lo stesso prodotto delle migliori sale, ad un prezzo “parrocchiale”». Il primo film proiettato nella Sala della comunità, inaugurata il 21 luglio 1957, fu sette giorni dopo “Canzone proibita” di Fabio Calzavara, con Claudio Villa, Dante Maggio e Fiorella Mari. Fu utilizzata la nuova macchina per pellicole Gasparinetti di Vicenza, che utilizzava appositi carboni i quali, opportunamente incendiati, creavano la luce sufficiente a proiettare il film sullo schermo. «Con il passare dei decenni diventava sempre più complicato l’acquisto di questo prodotto ed agli inizi del 2000 ci si ritrovò con una riserva limitata e con la necessità, di cambiare, dopo quasi 50 anni, l’ormai vecchia macchina a carboni, ora in mostra nella sala». Alla fine del 2002 con notevole sforzo economico la Sala rinnovò tutte le attrezzature di proiezione. Nel 2013 il passaggio definitivo al digitale con l’acquisto dell’attuale proiettore Christie. • I.BER. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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