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18.10.2017

Acqua libera dai Pfas
«Ma ora nuovi pozzi»

Da oggi acqua senza Pfas anche nel comune di Brendola. ARCHIVIO
Da oggi acqua senza Pfas anche nel comune di Brendola. ARCHIVIO

Il sindaco di Brendola, Bruno Beltrame, ha chiesto alla Regione che l’acquedotto del paese sia allacciato a nuovi pozzi, in modo che si possa contare su altre fonti di approvvigionamento in caso di ulteriori emergenze, mentre è già realtà la sostituzione più frequente dei filtri per assicurare livelli di Pfas così bassi da non essere rilevabili. Torna da Venezia con queste novità il sindaco Beltrame, che lunedì ha partecipato all’incontro con la Commissione regionale d’inchiesta sui Pfas assieme al consigliere Alberto Rossi, delegato in materia Pfas e presidente della consulta ad hoc di recente costituzione.

«Alla Commissione regionale ho presentato la situazione di Brendola - dichiara Beltrame -. Ho spiegato quanto fatto alla scuola dell’infanzia parrocchiale con l’installazione dell’impianto e il nostro progetto della consulta, e per questo ho ricevuto il plauso della Commissione. Il cambio più frequente dei filtri a Madonna dei Prati è un traguardo raggiunto, in più ho chiesto l’aumento dei pozzi fuori comune a cui poter attingere acqua senza Pfas, ma rimaniamo in attesa di procedere con l’allacciamento a Recoaro».

In merito alla fonte alternativa, il sindaco ribadisce «che gli accordi sono questi: noi saremo i primi ad essere allacciati ad una nuova fonte e per Brendola sarà Recoaro. Altri paesi, come Lonigo, riceveranno l’acqua da Carmignano di Brenta e per poterli raggiungere la nuova conduttura dovrà passare attraverso i territori dei comuni che si trovano tra l’origine e la destinazione dell’acqua. Per questo nei prossimi giorni alcuni tecnici di Veneto Acqua passeranno nella nostra zona per visionare l’area e tracciare il percorso. Avranno la relativa documentazione e saranno riconoscibili con tesserini specifici, se però i brendolani riterranno, potranno chiedere la loro identità e riferirla all’ufficio ecologia del Comune che provvederà ad un controllo». Per la nuova fonte servono gli 80 milioni di euro stanziati ma non ancora disponibili: «Noi ci stiamo muovendo mentre il Ministero dell’economia è ancora latitante».

Isabella Bertozzo
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