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12.10.2017

Timore profughi, residenti in strada

I residenti che ieri pomeriggio sono scesi in strada. Sullo sfondo il condominio. FOTO FRISON
I residenti che ieri pomeriggio sono scesi in strada. Sullo sfondo il condominio. FOTO FRISON

La paura per l’arrivo dei profughi ha fatto scendere la gente in strada ieri pomeriggio, a Torri di Quartesolo. Una ventina di persone, attorno alle 15, si sono ritrovate spontaneamente in via del Commercio, preoccupate per il destino di quattro condomini che fino a qualche tempo fa erano affittati a famiglie statunitensi al seguito dei militari americani stanziati a Vicenza e che, ad oggi, sarebbero in gran parte vuoti. E quindi, secondo i residenti, adatti per ospitare un gran numero di richiedenti asilo.

«Abbiamo paura che il proprietario intenda ospitare dei profughi», dichiara Sergio Tassini, un passato da consigliere comunale nelle file della Lega Nord e portavoce dei residenti del quartiere.

«Due anni fa - spiega Tassini - si è svuotato il primo appartamento, in via del Lavoro, e da allora ho avuto il sospetto che potessero arrivare dei profughi. Il mese scorso, anche gli altri tre in via del Commercio sono rimasti senza inquilini. L’altro ieri una ditta ha iniziato a fare pulizie e alcuni di noi hanno visto degli immigrati che visitavano gli appartamenti».

IL TAM TAM. Circostanze, queste, che alimentate da messaggi fatti girare sui social network, sono state sufficienti a preconizzare l’arrivo imminente di un centinaio di richiedenti asilo. Fatto che, però, l’amministrazione nega.

«Nel modo più assoluto: non ci sono profughi in arrivo in via del Commercio – dichiara il sindaco di Torri, Ernesto Ferretto -. È una bufala, non è una notizia vera. Io stesso stamattina (ieri per chi legge), ho contattato la Prefettura. I funzionari mi hanno confermato che non esiste nessun accordo con privati per ospitare un tale contingente di profughi a Torri di Quartesolo. Anzi, mi hanno comunicato che per il momento le strutture di accoglienza finora individuate in provincia sono più che sufficienti e che non ne servono di nuove. Mi è stato inoltre assicurato che se dei profughi dovessero arrivare, la comunicazione al Comune sarebbe immediata e quindi vediamo che succede».

IL PROPRIETARIO. Le palazzine additate come futuro “hub” dai residenti, sono state realizzate negli anni ’70. «Io abito qui al 1975, e da allora le ho sempre viste occupate da americani», riferisce Tassini. In tempi recenti, però, le caratteristiche dei condomini non avrebbero più risposto alle esigenze dei militari Usa.

Nella mattinata di ieri l’amministrazione si è anche attivata per contattare uno dei proprietari, Marcello Mezzalira, residente a Grantorto, il quale, però, si è rifiutato di fornire informazioni. «Noi vogliamo sapere che intenzioni ha il proprietario – ribadisce Tassini -. Ci teniamo alla sicurezza del quartiere, se non ci fornisce informazioni poi si fa presto a credere alle leggende metropolitane». Leggende che, da un po’, continuano a circolare, come quella dell’arrivo di profughi nei locali dove, fino allo scorso giugno, aveva sede Banca Intesa.

Dove i richiedenti asilo ci sono per davvero, è in via degli Alpini «Una abitazione ne ospita 15 – spiega il sindaco - In via Camisana ce ne sono 4 e in via 24 maggio altri 4».

Andrea Frison
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