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18.01.2017

Mamma Rosa
Patrona dell'
Ofs Veneto

Un momento della celebrazione al santuario di Marola.  FOTO MARINI
Un momento della celebrazione al santuario di Marola. FOTO MARINI

Sono arrivati a centinaia, da ogni parte del Veneto, accomunati dalla fede e dalla devozione, tutti uniti nel ricordo della beata Eurosia Fabris Barban, meglio conosciuta come Mamma Rosa.

Oltre un migliaio i presenti che una settimana fa hanno affollato in ogni ordine di posto la chiesa parrocchiale di Marola, frazione di Torri di Quartesolo, santuario dal 2014, in occasione della celebrazione per l’anniversario della scomparsa della beata, avvenuto l’8 gennaio del 1932.

Una celebrazione liturgica, che ha visto la presenza di numerosi frati francescani tra Conventuali, Minori, Cappuccini e soprattutto dell’ordine dei francescani Secolari, oltre alle suore Clarisse di Camposampiero, nel padovano, e ovviamente dei fedeli. Un evento molto atteso per celebrare la beata che non solo Marola ha adottato per la sua storia che ha commosso tanti fedeli, ma che ha fatto diventare Marola da tempo luogo di pellegrinaggi da mezza Italia. E la settimana scorsa Marola è diventata il centro religioso per centinaia di fedeli. Non capita spesso, infatti, che frati di tre ordini diversi (seppur tutti francescani) si ritrovino a concelebrare una messa.

LA CELEBRAZIONE. L’occasione, però, era di quelle importanti. Durante la celebrazione, infatti, padre Fabio Maria Spiller, assistente dell’Ofs (Ordine dei Francescani Secolari) del Veneto, ha ufficializzato che nel mese di maggio di quest’anno, la beata Eurosia Fabris Barban (già “Patrona della Catechesi”), sarà dichiarata per decreto “Patrona dell’Ordine Francescano Secolare del Triveneto”, una delle realtà cattoliche più numerose e capillari presenti nel territorio regionale.

«Vogliamo che la figura di Mamma Rosa possa essere d’esempio per tutti i terziari francescani» ha spiegato padre Spiller. «Lei era sposa, madre, catechista, sarta e nella sua vita c’è sempre stato posto per Dio».

PAPA FRANCESCO. Cita invece Papa Francesco padre Gianluigi Pasquale, frate Cappuccino e docente nella pontificia università Lateranense di Roma, nonché pronipote in linea materna di Mamma Rosa. «La beata Eurosia Fabris Barban ci consegna anche un messaggio nel Pontificato di Papa Francesco: la certezza che è Dio a scegliere noi, la consapevolezza che fratello, specie se bisognoso, è l’ “altro per me”, la responsabilità a salvaguardare tutto il creato, cominciando dai fanciulli, dagli “orfani di oggi” che sono i rifugiati, rispettando anche il mondo che ci attornia, essendo l’unica casa che possiamo abitare su questa terra».

A celebrare la messa, a cui era presente anche padre Giulio Catozzo, guardiano di San Lorenzo in Vicenza dei frati Conventuali, oltre alla ministra regionale dell’Ofs Marina Mazzego, lo stesso padre Pasquale, coadiuvato da altri dodici sacerdoti.

Non sarà certo l’ultimo appuntamento per celebrare una Mamma diventata un riferimento della Chiesa per aver testimoniato con grande semplicità cos’è il sacrificio e la fede.

MARINIMA
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