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29.09.2017

L’addio a Ivo Piaserico Ex internato nei lager

Ivo Piaserico durante una cerimonia a Torri di Quartesolo
Ivo Piaserico durante una cerimonia a Torri di Quartesolo

È fissato per domani alle 10.30, nella chiesa di Marola il funerale Ivo Piaserico, 95 anni, scomparso martedì mattina. In tanti si raduneranno per l’ultimo saluto all’anziano, ex internato militare nei campi di prigionia tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

Piaserico ha rappresentato per la provincia vicentina una vera miniera di racconti e memorie di quei fatti che hanno coinvolto 650 mila militari italiani. Nato a Venezia il 20 aprile del 1922, dopo essere rimasto orfano di padre, all'età di 4 anni si trasferì con la madre Antonietta Zocca a Quinto Vicentino. Finita la terza media, Ivo iniziò a lavorare come commesso in un negozio di alimentari e la sera si dedicava allo studio del telegrafo, che gli permise di venire assunto dalle Ferrovie dello Stato, nel 1941. L'anno successivo venne chiamato alle armi e mandato prima a Belluno, poi alla caserma “Italia” di Tarvisio, al confine con l'Austria. «Mio padre è stato fatto prigioniero all’indomani dell’8 settembre del 1943, mentre si trovava a Tarvisio con il suo contingente – racconta Paolo, figlio 51 enne di Ivo -. Come la maggior parte dei militari italiani fatti prigionieri dai tedeschi, non ha mai voluto aderire alla Repubblica di Salò, che gli avrebbe consentito di tornare in Italia. Non gli è mai piaciuto il fascismo, non accettava che bisognasse essere iscritti al partito e partecipare ai raduni per ottenere un impiego. Inoltre, lui, come tutti i soldati, aveva fatto giuramento al Re e all’Italia». Finita la guerra e tornato in Italia, Piaserico ha ripreso il suo impiego nelle ferrovie di stato, diventando capostazione di Calalzo e, in seguito, di Venezia. «Per mio padre sono stati anni molto belli, ricchi di soddisfazioni» ricorda il figlio. Nel 1965 Ivo si è sposato con Ivana, di 15 anni più giovane. Presidente onorario della sezione vicentina dell’Anei, l’associazione che riunisce gli ex internati militari e i loro famigliari, negli anni ha ricevuto numerose onoreficenze. L’ultima in ordine di tempo, la medaglia della Liberazione, gli è stata consegnata lo scorso 2 giugno. L’ultima uscita pubblica è dell’8 settembre, a Costabissara, al cippo dedicato a padre Kolbe, patrono degli internati.A.FR.

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