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28.10.2017

Il “casolin” generoso cede l’attività

Luca Peruzzo e Luigi Coletto detto “Gigi” all’interno del casolin riferimento del paese.  FOTO DAL SASSO
Luca Peruzzo e Luigi Coletto detto “Gigi” all’interno del casolin riferimento del paese. FOTO DAL SASSO

«Arrivata la pensione, ho fatto di tutto perché il negozio non sparisse». Luigi Coletto, 66 anni di origine padovane, Gigi per tutti i clienti e paesani, casolin solidale, quando necessario, ha mantenuto la parola. Ha iniziato a fare il droghiere a Quinto Vicentino 26 anni fa, proprio nell’anno in cui è nato Luca Peruzzo di Bolzano Vicentino, al quale ha trasmesso la passione e ceduto l’attività. Il passaggio avverrà in questi giorni ma da un paio di mesi Gigi sta presentando il giovane ai fornitori e alla clientela, svelandogli i segreti del mestiere e raccomandandogli di creare un rapporto basato sulla fiducia e sul dialogo.

«Dopo la scuola alberghiera, ho fatto il barista ed ero a contatto con il pubblico tutto il giorno e a Vicenza ho avuto anche un locale mio – spiega Coletto –. Fino a qualche anno fa recapitavo a casa pane, latte o prosciutto a una dozzina di clienti, in attesa che i figli provvedessero alla spesa settimanale; poi sono diminuiti perché qualcuno non c’è più. Di primo mattino ancora adesso preparo i panini per gli operai di passaggio, poi offro la fettina di cotto ai bambini mentre le mamme fanno compere. Ai ragazzi della scuola in passeggiata, spesso regalo ancora adesso le caramelle». Un’affinità tale con la clientela che le persone anziane sprovviste di occhiali gli consegnano persino il portafogli in mano dicendogli di sfilare le banconote per pagare il conto, lasciandogli talvolta delle offerte da destinare all’acquisto di alimenti per la Caritas parrocchiale.

«Il negozio punterà ancora sulla qualità, sulle specialità locali e sulla gentilezza perché saranno pure i miei punti di forza - conferma il giovane Peruzzo -. Ho lavorato nella grande distribuzione ma amo di più il lavoro di bottega. Per garantire un buon servizio, avrò con me un collaboratore». «Mi sono relazionato anche con le famiglie rom e i loro bambini mi ringraziano educatamente chiamandomi per nome - spiega Coletto -. Ho preso a cuore la solidarietà, le collette alimentari. Nei periodi in cui il negozio è rimasto chiuso per i miei problemi di salute, con lunghe convalescenze - continua Gigi – ho evitato lo spreco degli alimenti freschi distribuendoli anche alle scuole materne».

I clienti intanto si stanno chiedendo se all’esterno del negozio sventolerà ancora la bandiera dell’Inter per annunciare le vittorie della squadra tifata da Gigi, quand’era barman delle star a Milano in zona Montenapoleone, e se resterà un posto dove esporre le cartoline, più qualche souvenir dai luoghi di vacanza, insieme al gagliardetto della nazionale italiana donato da Zanandrea o la bandiera del cavallino arrivata da un nipote del team Ferrari. Sul tavolino vicino alla vetrina c’è sempre stato Il Giornale di Vicenza, acquistato in paese con quattro copie da consegnare a domicilio a persone impossibilitate a muoversi. Per non parlare delle feste tra amici guardando le partite alla tv e dividendo una pastasciutta «perché così si coinvolgono anche i più giovani».

Raffaella Dal Sasso
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