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14.10.2017

Guerra sul gassificatore
La parola ritorna al Tar

L’esterno dell’azienda Profilegno che sta facendo discutere da tempo i Comuni di Torri e Quinto
L’esterno dell’azienda Profilegno che sta facendo discutere da tempo i Comuni di Torri e Quinto

Venezia, Roma, Venezia. Sembra la rotta di un aeroplano, ma in realtà si tratta del ricorso presentato dal Comune di Torri di Quartesolo contro il permesso concesso alla ditta Profilegno, con sede a Quinto Vicentino, di realizzare un nuovo impianto di gassificazione. Dopo il Tar di Venezia, il ricorso è stato presentato al Presidente della Repubblica, ma nei giorni scorsi le parti hanno concordato che il tribunale amministrativo regionale troni a pronunciarsi sulla questione.

La scorsa primavera, il Comune di Torri aveva presentato ricorso al Tar, ritenendo che ci fossero delle irregolarità nel modo in cui lo Sportello unico per le attività produttive di Quinto aveva concesso alla Profilegno il permesso di costruire il nuovo impianto di gassificazione, da impiegare sia nel processo produttivo che nel riscaldamento degli ambienti, oltre ad immettere nella rete elettrica l'energia prodotta in eccesso. «Il punto che abbiamo contestato è che accanto all'impianto avrebbe continuato a funzionare anche la vecchia caldaia della ditta – spiega il sindaco Ernesto Ferretto -. Di conseguenza, se gli impianti funzionassero contemporaneamente, verrebbe immessa nell'aria una quantità maggiore di polvere sottili. Secondo noi i due impianti vanno considerati insieme, invece nella procedura ha prevalso la linea che ne ha conteggiato le immissioni separatamente. Ma chi ci assicura che la caldaia non venga messa in funzione mentre lavora anche il gassificatore? Secondo noi, considerando entrambi gli impianti, il volume di energia prodotto avrebbe richiesto una procedura regionale con maggiori controlli, non un semplice iter comunale per richiedere il permesso».

Il Tar di Venezia, però, non ha riscontrato irregolarità, e ha dato ragione alla Profilegno. Per il Comune di Torri, però, la partita non si era chiusa. «Non abbiamo presentato ricorso al Tar perché i tempi erano troppo stretti, così abbiamo elaborato un ricorso che abbiamo presentato al Presidente della Repubblica – spiega Ferretto -. Lo abbiamo presentato a fine agosto, raccogliendo numerosi argomenti che, secondo noi, dovrebbero darci ragione».

Nei giorni scorsi, però, la Profilegno ha richiesto che sulla questione torni a pronunciarsi il Tar di Venezia. «Abbiamo accettato la proposta – dichiara Ferretto -. Non ci preoccupa dover tornare al Tar, anzi, ne siamo contenti perché così i tempi per avere una risposta si accorciano. Udienze non sono ancora state fissate, ma saranno presenti tutti gli organismi competenti. Oltre al Comune di Quinto e la Profilegno, ci saranno anche Arpav e la Provincia di Vicenza, che hanno svolto le verifiche ambientali».

La vicenda della Profilegno, specializzata nella produzione di pavimenti in legno, sembra assumere i contorni di una schermaglia di confine. La ditta, infatti, ha sede a Valproto, frazione del Comune di Quinto Vicentino. Si trova però lungo via Castello, tratto viario che longitudinalmente è attraversato dal confine con Marola, frazione del Comune di Torri di Quartesolo.

Andrea Frison
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