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09.12.2018

Guerra simulata all’ex canile contro il degrado

Costruzioni diroccate in quello che rimane dell’ex canile di Marola, un tempo gestito dall’Enpa. FRISON
Costruzioni diroccate in quello che rimane dell’ex canile di Marola, un tempo gestito dall’Enpa. FRISON

Da giovedì è iniziata ufficialmente la “nuova vita” dell’ex canile di Marola. L’amministrazione comunale ha infatti sottoscritto la convenzione che affida l’area in comodato d’uso all’associazione sportiva dilettantistica “I draghi” di Vicenza, che si dedica ad attività di softair. La firma è avvenuta in mattinata, proprio all’interno dell’ex canile. L’ok alla convenzione da parte dell’amministrazione è arrivato infatti dopo il sopralluogo effettuato dal consigliere comunale con delega alle attività sportive Giacomo Gobbi e dai funzionari dell’ufficio tecnico e dell’ufficio ecologia del Comune, cha hanno constatato le condizioni dei luoghi. «L’accordo per l’affidamento dell’area la società – spiega Giacomo Gobbi – prevedeva che ciò avvenisse dopo che “i draghi” avessero effettuato le operazioni di pulizia e disboscamento dell’ex canile». Da quando l’ex canile ha cessato di essere utilizzato, cioè dal 2007, l’area era diventata una discarica a cielo aperto inghiottita dalla boscaglia. Lo sa bene Claudio Spagnolo, presidente de “i draghi” che si è personalmente incaricato della pulizia. «Ci è voluto un anno di lavoro per sistemarla e renderla agibile – spiega Spagnolo -. Inizialmente l’idea era di gestire l’ex canile con un’altra società analoga alla nostra, che però voleva lasciare tutto com’era. Noi invece volevamo che questo spazio potesse essere utilizzato per le attività di softair dei ragazzi, e non potevamo permetterci che fosse inagibile». Ai lavori di disboscamento sono seguiti quelli di raccolta dei rifiuti. «Abbiamo trovato di tutto – racconta Spagnolo -, soprattutto ferro e vetro, ma anche bottiglie di plastica, stacci, ferrovecchio, fusti di vernice, materiale edile, perfino una cassaforte. Insomma, un immondezzaio». Una situazione complicata anche dal fatto che l’ex canile si trova in piena area golenale. «Con la piena del Tribolo, lo scorso ottobre, qui l’acqua ha raggiunto il metro di altezza – riferisce Spagnolo -, portando ogni genere di rifiuto e ramaglie». Fin a ieri, l’ex canile era inaccessibile se non agli addetti ai lavori. L’area è grande 7600 metri quadrati e doveva ospitare centinaia di cani, viste la gran quantità di strutture in cemento e di pavimentazioni, tra cui la sede degli uffici, inagibile. «Ma le cucce erano collocate addirittura fuori dalla recinzione – riferisce Spagnolo – ne abbiamo trovate tantissime». «Affidare l’area ad un’associazione come quella dei Draghi era l’unico modo per utilizzare e controllare l’area – spiega Giacomo Gobbi -. Lungo l’argine ci sono molte persone che passeggiano o corrono, e vedere movimento anche nell’ex canile è positivo, offre un maggiore senso di sicurezza oltre che di controllo». La convenzione rimarrà valida per 3 anni, ma l’obiettivo a lungo termine è la bonifica. «Certo, appena ci sarà la possibilità di un finanziamento, qua va smontato e smaltito tutto – afferma Gobbi -. Ad occhio saranno necessari 50 mila euro». Per la pulizia dell’ex canile il Comune non ha speso un soldo, se non quelli per lo smaltimento dei rifiuti raccolti dalla stessa associazione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Frison
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