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05.02.2019

Don Mukasa
messa tra Vangelo
e canti alpini

Don Mukasa con il cappello che gli hanno regalato gli alpini. MARINI
Don Mukasa con il cappello che gli hanno regalato gli alpini. MARINI

BOLZANO VICENTINO. Un amore sconfinato per il suo Paese, il Togo, una fede incrollabile in Dio e una genuina simpatia per gli alpini. È questo il mondo di don Mukasa Apreato, prete africano nato nel 1964 e da qualche mese vicario parrocchiale a Bolzano Vicentino. «Ho detto messa molte volte nella sede degli alpini di Torri - dice don Mukasa -. Andavo sempre volentieri e mi sono ispirato spesso ai loro canti per le prediche durante la celebrazione. Alcuni, infatti, sono molto commoventi». Nel 2010, le penne nere di Torri hanno anche omaggiato don Mukasa con un vero cappello alpino. «Me lo hanno regalato durante un raduno degli alpini organizzato proprio a Torri - ricorda commosso -, mi hanno chiesto di indossarlo e poi abbiamo cantato “Sul cappello”». Non può mancare, infine, un commento sul fenomeno dell’immigrazione dall’Africa, che ancora oggi divide l’opinione pubblica italiana ed europea. «Accuso il silenzio di chi vede e fa finta di niente - conclude don Mukasa -. Ovvero dei paesi che per il passato hanno colonizzato il continente africano. In Togo, ad esempio, c’è tanta sofferenza, il popolo vuole leggi giuste e come chiesa non possiamo essere indifferenti di fronte a questo». 

Marco Marini
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