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19.07.2018

Crisi Forall, accordo su 65 esuberi

Lo stabilimento della Forall di Quinto. Avviata la procedura di licenziamento per 72 dipendenti.   FOTO TROGU
Lo stabilimento della Forall di Quinto. Avviata la procedura di licenziamento per 72 dipendenti. FOTO TROGU

Marco Marini La notizia era nell’aria già da tempo e nei giorni scorsi, è stata confermata da molti degli attori di questa ennesima crisi aziendale. La Forall Confezioni Spa, società di origine berica, legata allo storico marchio di abbigliamento Pal Zileri, ha comunicato il licenziamento di 65 dipendenti della sede di Quinto Vicentino, un numero che arriva dopo una lunga trattativa con i sindacati. Una doccia fredda arrivata dopo che l’azienda, nel 2017, aveva dichiarato la presenza di 280 esuberi su un organico di circa 650 persone. Nonostante le molte uscite volontarie avvenute nel corso dell’anno e l’utilizzo del “contratto di solidarietà”, a fine giugno la società ha comunicato la presenza di un altro centinaio di esuberi, 110 per la precisione. Nei giorni scorsi, quello che i dipendenti temevano si è avverato, con una settantina di licenziamenti (poi diventati appunto 65) che hanno colpito soprattutto donne. «La misura è stata resa necessaria dalle difficili condizioni del mercato nazionale ed internazionale che derivano dalla lunga fase di crisi che ha vissuto in questi anni il settore - fa sapere la società attraverso una nota -. Ciò ha comportato un importante ridimensionamento della produzione che purtroppo, a seguito dell'esaurimento di misure proposte dagli ammortizzatori sociali, non permette soluzioni diverse da quelle concordate con il sindacato. Questa operazione rientra nel necessario processo di trasformazione e rilancio di Forall volta a premettere un ritorno di competitività». Sulla vicenda sono intervenuti anche i sindacati: «In questa azienda si sono sfruttati tutti gli ammortizzatori sociali possibili per evitare disagio sociale che in altre aziende ha colpito inesorabilmente i lavoratori - spiegano Giuliano Ezzelini Storti di Filctem Cigl e Roberta Zolin di Femca Cisl, che proprio ieri hanno avuto un incontro con la Forall -. Durante la trattativa delle scorse settimane, l'azienda ha deciso di avviare una procedura di licenziamento collettivo per 80 dipendenti. Il costante impegno della Rsu Aziendali e di Femca Cisl assieme a Filctem Cgil, ha “limato” ulteriormente il numero in 65 licenziamenti finali, nonostante l'accordo fosse firmato per 72 esuberi. Quando ci sono licenziamenti non si può mai essere soddisfatti, auspichiamo che questa ristrutturazione sia l'ultima e l'azienda torni ad essere leader nel settore dell'abbigliamento per uomo». Un brutto colpo per l’Est vicentino: tra i dipendenti della società, non sono pochi infatti quelli residenti nel territorio berico. «I contatti con l’azienda vanno avanti da anni, sia con la precedente proprietà che con questa - commenta Renzo Segato, sindaco di Quinto Vicentino -. Fin dall’inizio la situazione era difficile e complicata. Malgrado gli investimenti fatti, non ci sono stati i risultati che gli investitori si aspettavano. Purtroppo, per garantire una continuità di vita all’azienda, i dirigenti hanno dovuto fare una riduzione del personale. Siamo preoccupati - conclude il primo cittadino -, soprattutto per le persone che hanno perso il lavoro, e speriamo che questo sia l’ultimo taglio di una azienda storica per il territorio il cui marchio va rilanciato per il bene di tutti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Marini
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