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27.10.2017

Azienda orafa venne truffata
Ma la beffa è stata prescritta

Era accusato di aver beffato un’azienda orafa, facendosi consegnare oro e preziosi dando in garanzia un assegno in bianco. Ma, a distanza di oltre 8 anni dai fatti, il giudice Cuzzi lo ha prosciolto: per Fabio Schio, 55 anni, di Vicenza (avv. Paolo Mele senior), è scattata la prescrizione.

Schio era accusato di truffa aggravata dall’aver provocato un danno di ingente gravità: secondo quanto contestato dalla procura, nel settembre 2009 era entrato in contatto con la società “Gem” di Torri di Quartesolo, convivendo il titolare a consegnargli gioielli e oro per un importo complessivo pari a 62 mila euro. Poi l’imputato non avrebbe più provveduto a saldare, sfruttando il «preesistente rapporto di fiducia», chiedendo di «intestare i documenti di trasporto ad una ditta conosciuta dalla vittima», impegnandosi a pagare entro il giugno 2011 e rilasciando un assegno in bianco a garanzia del debito. Schio si è sempre difeso; ma il reato è cancellato dal tempo.

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