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04.10.2017

«Siamo usati come hub per i profughi»

I relatori del convegno dell’altra sera. FOTOSERVIZIO STUDIOSTELLA/CISCATOIl tema dell’accoglienza ha richiamato un gran numero di residenti
I relatori del convegno dell’altra sera. FOTOSERVIZIO STUDIOSTELLA/CISCATOIl tema dell’accoglienza ha richiamato un gran numero di residenti

Un «paese hub» utilizzato, da due anni a questa parte, come centro d'accoglienza per migranti, dove destinare uomini e donne in arrivo a Vicenza. Questo sarebbe diventato, secondo il sindaco Giuliano Stivan, Sandrigo, a quota 200 richiedenti asilo ormai da più di un anno, tra l'ex albergo Ginia e l'hotel a 4 stelle Canova. Numeri al limite su una popolazione di 8 mila 600 persone per cui il primo cittadino ha invocato una retromarcia da parte della prefettura, chiedendo anche di accelerare le procedure per l'inserimento di Sandrigo nello Sprar. Il punto della situazione, coinvolgendo la cittadinanza, nell’incontro organizzato lunedì sera in biblioteca da Comune e Medici con l'Africa Cuamm. Un confronto con la comunità per fare chiarezza sullo stato delle due strutture ricettive, a partire dal Canova, su cui grava l'incognita della gestione.

«A questa serata avevamo invitato anche il curatore fallimentare e il presidente dei creditori per capire cosa ne sarà dell'albergo, fondamentale per il territorio – le parole del primo cittadino- in attesa del 31 ottobre, quando dovrebbe essere siglata la vendita con la società (Vergilius, ndr) che lo scorso anno non aveva onorato l'accordo dopo aver vinto l'asta per 1 milione 148 mila euro, contro un imprenditore sandricense che ne aveva offerti 900 mila».

La questione della futura gestione dell'hotel è legata a doppio filo all'adesione allo Sprar che significherebbe per Sandrigo 20- 25 profughi e, soprattutto, “accoglienza diffusa”, con redistribuzione nei Comuni che continuano a tenere le porte chiuse.

«Solo riducendo i numeri – sottolinea Stivan- riusciremo a fare veramente integrazione, allo stato attuale non è possibile, 200 persone sono davvero troppe, non hanno prospettive».

Il parroco ed ex direttore di Caritas don Giovanni Sandonà non ha nascosto che l'accoglienza «è spesso stata gestita in termini di profitto, portando con sé, a livello europeo, anche terrorismo e delinquenza». E mentre i rappresentanti locali di Lega Nord e PD Diego Urbani e Gigi Copiello fanno quadrato attorno all'amministrazione, anche per i medici Cuamm Carlino Dagli Orti e Giovanni Putoto l'accoglienza non può prescindere dall'integrazione e dall'aiuto delle popolazioni africane in loco.

Giulia Armeni
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