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giovedì, 15 novembre 2018

Si è spento De Toni Le sue gru nel mondo

Ugo De Toni aveva 75 anni La sede della Omis Spa di Sandrigo fondata 51 anni fa. ARCHIVIO

Ha atteso che le macchine si fermassero, le luci si spegnessero e gli armadietti si svuotassero. Solo allora, due giorni dopo la chiusura della sua “Omis” per le tradizionali ferie estive di agosto, ha mollato la presa e se n’è andato. È morto a 75 anni Ugo De Toni, uno dei più grandi capitani d’industria del Vicentino, fondatore, con il socio Franco Bellotto, della “Omis Spa”, leader mondiale nel settore dei carriponte e delle gru. Malato da diversi anni, De Toni si è spento sabato pomeriggio nella sua casa di Sandrigo, dove viveva con la moglie Roberta e dove, fino all’ultimo, le figlie Giulia e Laura e i sei nipoti gli sono stati accanto. «Lungimirante e competitivo, autorevole ma non autoritario», così lo ricorda la secondogenita Laura, tratteggiando il profilo di un uomo intraprendente e tenace, dedito al lavoro e a quell’azienda che era stata «la sua vita». Se la “Omis” è oggi un gruppo che, dalla sede principale di via Chizzalunga a Sandrigo, si è ramificato in altri 4 siti produttivi in Italia e in Brasile, lo si deve infatti all’intuizione e poi alla costanza con cui, dal 1967, De Toni e Bellotto hanno sempre operato. E pensare che la decisione di aprire la prima officina di carpenteria, lasciando entrambi un posto sicuro in altre ditte, fu presa quasi come una sfida, come racconta la figlia Laura: «Secondo una “leggenda”, una persona chiese a mio padre di costruirgli un carroponte - negli anni Sessanta erano quasi tutti tedeschi e molto costosi - e lui, pur non sapendone nulla, colse la palla al balzo per mettersi in proprio». Un’avventura imprenditoriale orgogliosamente celebrata lo scorso anno, nel 50° della società. «Cominciarono in cinque, poi l’azienda è rimasta legata al nome di mio padre e a quello di Bellotto - precisa Laura De Toni - per lui è stata davvero una seconda famiglia, fino a quando ha potuto condurla». Dal 2012 infatti, con l’inizio dei problemi di salute, De Toni -in accordo con lo storico socio - si era ritirato, avviando le procedure per il passaggio generazionale avvenuto con l’ingresso alla guida delle sue figlie, Laura e Giulia e dei giovani Bellotto, Ronny e Fabrizio. Un quadrumvirato familiare raro nella scena economica italiana e che ha consentito di mantenere salde le redini dell’attività facendole spiccare ancor di più il volo nel mercato internazionale. Con 200 dipendenti, 160 dei quali in forze allo stabilimento di 17mila metri quadrati di Sandrigo, la “Omis” è presente oggi con i suoi prodotti - carriponte mono e bitrave, gru a bandiera, impianti sospesi e gru speciali- in tutto il mondo. Il 35% dei 60 milioni di fatturato annuo deriva da vendite estere e anche per questo, oltre a Sandrigo, Campi Bisenzio, Lonato, Aprilia e Lontras, in Brasile, l’azienda si appoggia a 20 uffici sparsi per il globo. «Ha avuto la preveggenza e la capacità di far crescere “Omis” in modo esponenziale, pianificando il cambio generazionale», sottolinea il sindaco Giuliano Stivan. Il funerale domani alle 16, in duomo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA