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31.10.2017

Rigoni cambia idea
«Non mi dimetto
Qui c’è da lavorare»

Rigoni in Consiglio. STELLA-CISCATO
Rigoni in Consiglio. STELLA-CISCATO

Poco meno di due settimane di riflessione per arrivare infine a capire che «in realtà come la nostra, è fondamentale guardare alle persone più che alla politica». Motivo per cui, dopo giorni roventi di tensioni, polemiche, ripensamenti, il vicesindaco di Sandrigo Giovanni Rigoni, ha sciolto le riserve, annunciando il ritiro delle clamorose dimissioni paventate il 19 ottobre. «Sono qui per lavorare ancora» ma «il disagio morale e fisico che era stato alla base della decisione di dimettermi non è svanito e rimane la preoccupazione per la promiscuità della situazione profughi»: così il numero due della giunta prova a spiegare il dietrofront succeduto a dichiarazioni tanto inaspettate quanto clamorose che avevano sollevato un gran polverone in municipio e in paese. A dimostrazione della sua intenzione di lasciare il ruolo di amministratore, per protesta tenace contro le imposizioni in materia di accoglienza, il vicesindaco nell’ultimo Consiglio aveva abbandonato lo scranno per poi seguire i lavori dal suo ufficio, via pc. «Difficile però - spiega - restare insensibile alle numerose manifestazioni di vicinanza e solidarietà, compresa quella di Diego Pozzato del Movimento 5 Stelle, con il quale stiamo lavorando per redigere il testo della petizione che faremo partire a breve per chiedere il ridimensionamento del numero dei migranti in paese». Crisi, almeno per ora, rientrata e Amministrazione anzi rafforzata, in vista anche degli sviluppi legati allo Sprar e alla cessione dell'hotel 4 stelle Canova, di cui proprio oggi dovrebbe essere formalizzata la vendita alla società Vergilius Srl.G.AR.

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