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24.10.2017

«Inviano soldi all’estero»
Verifiche sui profughi

I richiedenti asilo sono ospitati anche all’ex hotel Canova. FOTO ARCHIVIOUn’operazione finanziaria in contanti a uno sportello. FOTO ARCHIVIO
I richiedenti asilo sono ospitati anche all’ex hotel Canova. FOTO ARCHIVIOUn’operazione finanziaria in contanti a uno sportello. FOTO ARCHIVIO

Un trasferimento lento ma continuo di denaro che da Sandrigo prende la via di Africa, Medio Oriente, Asia. Rimesse di soldi nei Paesi d'origine non di lavoratori stranieri regolarmente retribuiti che inviano in patria parte del loro salario, ma di richiedenti asilo che, abitualmente, mandano all'estero piccole somme. A documentare il fenomeno, denunciandolo e puntando il dito su una situazione che potrebbe nascondere “altro”, con viavai continuo di migranti nelle agenzie di money transfer del territorio comunale, è il vicesindaco di Sandrigo (dimissionario dopo l'annuncio dei giorni scorsi, ndr), Giovanni Rigoni.

«In qualità di pubblico ufficiale e quindi con potere di accertamento - ha precisato ieri pomeriggio Rigoni, ad un passo dall’abbandono del ruolo - sento doveroso dare risalto al fatto che più volte ho constatato personalmente che nelle sedi locali delle agenzie preposte al trasferimento di valuta all'estero un gran numero di ospiti sia dell'ex hotel Ginia che dell'ex hotel Canova trasferisce somme più o meno esigue di denaro in patria».

Si tratta di somme derivanti probabilmente da quel famoso pocket money di 2,50 euro al giorno garantito ai rifugiati che si trovano nel nostro Paese, o forse no.

«È lecito chiedersi - prosegue il vicesindaco - dopo aver appurato ciò che accade, come sia possibile che ad effettuare i trasferimenti siano richiedenti asilo che non svolgono regolare attività e non hanno introito economico se non per la quota di 2,50 euro che viene loro direttamente consegnata».

Pur non ipotizzando apertamente fonti di reddito secondarie a cui i migranti potrebbero aver accesso, Rigoni lancia il sasso, riconoscendo comunque che, effettivamente, «anche mettendo da parte 1 euro sui 2,50 ogni mese, i profughi riuscirebbero a mandare a casa 30 euro, che da loro equivalgono magari ad un buono stipendio».

Ed è proprio su questo punto che si focalizza il numero due, per quanto ancora non si sa, della giunta sandricense, che ci tiene anche a sottolineare la sua formazione politica: «Questo, mi rivolgo ai benpensanti, è il pensiero di un amministratore di centrosinistra, non leghista o integralista o razzista, che appartiene ad una lista civica e che si chiede quanti soldi si stiano impiegando male nella gestione dell'accoglienza. Quanti ne intascano gli scafisti, chi coordina l'affare e si tratta di soldi che vengono mandati oltremare per pagare magari il debito contratto per salire su un gommone?».

Interrogativi per ora senza risposta ma destinati ad aprire un nuovo fronte polemico in un Comune dove da due settimane continua a tenere banco la querelle del campo da calcio di via Da Ponte vietato agli over 14.

Relativamente a quell'ordinanza il vicesindaco Rigoni ribadisce come fosse necessario prendere un provvedimento visti gli accordi sull'utilizzo dell'area disattesi dalla coop Aurora; l'Amministrazione starebbe comunque lavorando con parrocchia e associazioni per trovare una soluzione.

Giulia Armeni
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