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08.05.2018

Ricevuto da Mattarella il paladino del verde

Mario Trevisan è il presidente italiano di “Plant for the Planet”
Mario Trevisan è il presidente italiano di “Plant for the Planet”

Senza clamori e senza pubblicità alcuna, da qualche anno ha portato in Italia e precisamente a Monticello Conte Otto la causa ambientalista “Plant-for-the-planet”. E dopo aver contribuito al lancio dell'associazione in tutto il mondo, sostenendo il giovane pioniere della riforestazione Felix Finkbeiner e il suo omologo italiano Giovanni Atzeni, ha avuto l'onore unico di essere ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, prima ancora, dai reali del Principato di Monaco. In pochi infatti lo sanno, soprattutto nel suo paese, ma il presidente italiano dell'organizzazione “Plant-for-the-planet”, che da poco ha ottenuto anche lo status di Onlus, è il monticellese Mario Trevisan, già alla guida della locale associazione “Cedrus”. Trevisan da qualche anno è infatti impegnato nel progetto di piantumazione globale che mira a popolare il pianeta con mille miliardi di alberi entro il 2030. Un progetto nobile e impegnativo che punta naturalmente a preservare la presenza di una componente fondamentale per la nostra stessa esistenza. Per questo suo ruolo mondiale Trevisan è sceso al Quirinale nelle scorse settimane accompagnando il 18enne sardo Giovanni Atzeni, insignito dell'onorificenza di Alfiere della Repubblica per aver iniziato, all'età di 11 anni, a piantare nella sua Sardegna centinaia di specie arboree. «Io sono ufficialmente il rappresentante dell'associazione in Italia ma Giovanni è il nostro giovane ambasciatore -spiega Trevisan- dopo aver raccolto, a livello internazionale, il sostegno di numerosi personaggi e imprenditori celebri, penso alla famiglia Ritter, puntiamo ora a diffondere le nostre iniziative ambientaliste anche qui da noi, per formare le generazioni future». A cominciare magari proprio da Monticello Conte Otto dove, nonostante gli importanti riconoscimenti, la presenza della prestigiosa organizzazione continua a passare inosservata. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giulia Armeni
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