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15.02.2019

«Minacciato dai ladri con un piede di porco»

Le stanze messe a soqquadro dai ladri che hanno rubato oggetti in oro e bigiotteria. ARMENIUn’altra foto dei raid. MARINI
Le stanze messe a soqquadro dai ladri che hanno rubato oggetti in oro e bigiotteria. ARMENIUn’altra foto dei raid. MARINI

Giulia Armeni Marco Marini Incontro ravvicinato con i ladri. Accade a distanza di 24 ore a Camisano e a Monticello, lasciando la stessa sensazione di terrore. CAMISANO. Faccia a faccia con i ladri che gli stavano svaligiando l’appartamento. È la disavventura capitata martedì sera ad un residente di via Rasega, nella frazione di Santa Maria di Camisano, conclusa fortunatamente senza un contatto fisico, ma solo con un grande spavento. Erano le 18.45 quando l’uomo, un sessantenne, è rincasato nel suo appartamento, al primo piano di una palazzina a pochi passi dal centro abitato. «Era buio e, appena entrato in casa, ho notato la luce di una torcia in una delle stanze - racconta -. Sono rimasto immobile per una manciata di secondi, poi ho acceso la luce ed ho iniziato a gridare. Da un’altra stanza è sbucato un altro ladro, che mi ha urlato “Zitto”, venendomi incontro con qualcosa in mano, credo fosse un piede di porco». Attimi di puro terrore quelli vissuti dall’uomo che, per un attimo, ha anche temuto per la propria incolumità. «Quello col piede di porco sembrava volesse afferrarmi. Sono uscito dall’appartamento, anche se poi sono rientrato dopo pochi secondi. Erano tutti e due in cucina e, quando mi hanno visto, uno di loro ha sollevato una sedia, come se volesse scagliarmela contro, l’altro invece ha ripreso in mano il piede di porco». Impossibile tentare di affrontare i due malviventi, descritti come giovani, sulla trentina, a volto scoperto e con accento dell’Est Europa. «Sono uscito di nuovo, rientrando pochi secondi dopo con un vicino di casa. Abbiamo fatto giusto in tempo ad andare in terrazza, da dove i ladri erano entrati forzando una porta finestra, per vederli scappare in giardino, scavalcando una recinzione». Ingente il bottino: oltre ad alcuni gioielli, i malviventi hanno portato via un prezioso orologio in oro da collezione, dal valore di circa 4 mila euro. «Trovarseli in casa, faccia a faccia - conclude -, è stato scioccante». MONTICELLO. La stessa sorte capitata mercoledì sera ad una settantenne di Monticello Conte Otto che si è trovata ad un palmo di naso dai due malviventi usciti dalla sua abitazione. A raccontare i concitati momenti dell’incontro, avvenuto tra il pianerottolo e le scale della palazzina della famiglia Stragapede, in via Bosco, è la figlia Lisa, la prima a cui l’altra sera si è rivolta, sotto choc, mamma Luciana Ibello. «È ancora molto spaventata, sia per l’intrusione subita che per il fatto di essersi imbattuta in questi due individui che dopo aver messo a soqquadro tutte le stanze stavano scendendo per scappare», ricostruisce Lisa. Tutto è accaduto in una manciata di secondi, intorno alle 19.45: a quell’ora la donna era rientrata a casa, nella villetta dove abita con il marito e che divide con la figlia, che vive al piano terra. «Aveva parcheggiato l’auto in garage e stava salendo le scale quando si è trovata di fronte due uomini – ripercorre Lisa – li ha descritti come giovani, uno in particolare l’ha visto anche in faccia, perché non portavano passamontagna e sciarpe ma avevano solo un cappellino». Due ragazzi alti, «vestiti in modo sportivo, normale», secondo la vittima, che colti praticamente sul fatto non hanno proferito parola, accelerando la fuga: «Mia mamma ha gridato, sia per mandarli via che per richiamare l’attenzione dei vicini e loro con due balzi hanno scavalcato il cancello e sono scappati a piedi, non c’era nessuna auto ad attenderli», è convinta Lisa. Nonostante il turbamento per quanto vissuto, la proprietaria, dopo aver allertato i familiari e i carabinieri si è fatta coraggio entrando in casa dove ha trovato armadi aperti, cassetti svuotati sul letto e sul pavimento, cofanetti, borse, valigie e scatoloni ribaltati alla ricerca di tutto ciò che potesse avere un minimo di valore. «Volevano soldi ma non ce n’erano, hanno portato via alcuni oggetti in oro e bigiotteria, perché gioielli costosi non ce ne sono, però hanno fatto un disastro, distruggendo anche una teca in vetro dove conservo i documenti della mia associazione» spiega Lisa, che gestisce una scuola di danza. Anche da lei i ladri hanno provato ad entrare, tentando di forzare, invano, porte e finestre. «È il terzo episodio in pochi anni». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giulia Armeni Marco Marini
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