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22.09.2017

I pasti avanzati
nelle scuole
serviti ai poveri

I genitori dell’istituto comprensivo durante l’attività nelle scuole per la raccolta dei pasti
I genitori dell’istituto comprensivo durante l’attività nelle scuole per la raccolta dei pasti

Primi piatti, secondi, contorni, dessert, perfettamente integri e commestibili, in alcuni casi ancora sigillati nelle loro confezioni che, se non consumati, venivano semplicemente buttati nella spazzatura, sprecati per finire in mezzo ai sacchi dell’umido.

Una routine dello spreco andata in scena ogni giorno, per settimane, mesi, anni fino a quando, all'istituto comprensivo di Monticello Conte Otto, qualcuno ha deciso di mettervi fine.

Facendo si che tutto quel cibo, invece di passare dalla mensa al cestino, venisse invece giustamente recuperato e immesso nel circolo virtuoso della solidarietà. Destinazione, la tavola calda degli indigenti di Vicenza, il Mezzanino.

Artefici di tutto ciò, due volenterosi papà, Leonardo Accetti e Roberto Martini che, con l'aiuto di un gruppetto ancora ristretto di persone, sono scesi in campo all'inizio del 2017 riuscendo a invertire il senso di marcia di un sistema che, di educativo, aveva ben poco.

E i risultati, tra il febbraio e il giugno scorso ( l'iniziativa è ripartita a metà settembre con la ripresa delle lezioni) sono, numeri alla mano, più che evidenti: in cinque mesi sono stati infatti salvati dalla pattumiera ben 516 primi ( solitamente pasta, ma anche riso o simili), 362 secondi, addirittura 3008 contorni, ossia verdure, 3162 porzioni di pane, 901 frutti e dessert ( in genere yogurt o budino) e 2671 buste, monodose, di formaggio grattugiato.

Dati rilevanti che Accetti e Martini hanno deciso di rendere noti per mettere a conoscenza i genitori e i concittadini di quanto un gesto di buon senso come raccogliere gli alimenti avanzati, possa incidere notevolmente nella vita di chi se non se la passa troppo bene.

I pasti vengono infatti consegnati al Mezzanino che fornisce quotidianamente colazione e cena a centinaia di persone, stranieri ma anche tanti italiani. «Per noi e per chi vorrà darci una mano in questo nuovo anno scolastico – spiega Accetti, padre di due figli di 6 e 10 anni- si tratta di mettere a disposizione trenta minuti di tempo al giorno, per portare le casse con il cibo in centro a Vicenza».

Un modo semplice per chiudere con laa politica del “cotto e buttato”, come la chiama Accetti, che si era reso conto di come fosse diseducativo quanto avveniva a scuola partecipando ad un'uscita della commissione mensa.

A rendere possibile e concreta l'idea, l'amico Roberto Martini, che 4 giorni su 5 copre il servizio di consegna a domicilio facendo il giro, in auto, di tutte le scuole del territorio monticellese: assieme a loro altri due volontari, Mirto e Maria Luisa.

Una causa sposata anche dal Comune, che ha appoggiato i genitori e dalla ditta che prepara e somministra il cibo all'istituto comprensivo Don Bosco dove, va detto, l'iniziativa è fattibile perché i pasti arrivano confezionati e non c'è lo scodellamento.

«Alla mensa della Caritas ci sono tante persone in difficoltà – conclude Accetti- extracomunitari, tossicodipendenti, rom ma anche italiani colpiti dalla crisi o da un duro divorzio cui, con il servizio che abbiamo messo in piedi, possiamo dare una mano».

Giulia Armeni
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