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28.08.2018

Doppia laurea a 65 anni: «Ho il Lane nel cuore»

MONTICELLO CONTE OTTO. Accademico & biancorosso. Le passioni di Pierfrancesco Filippi, di Monticello Conte Otto possono riassumersi così. Da una parte quella per il Vicenza, di cui è tifoso da una vita, dall’altra quella per lo studio, in particolare di diritto. E così, a 65 anni, ha conseguito la seconda laurea, anche se per lui è come se fossero tre. «Nel 2015 mi sono laureato in Scienze economiche del Governo, che equivale a Scienze politiche ed Economia – racconta - e a luglio di quest’anno in Giurisprudenza e scienze giuridiche, in entrambi i casi all’università di Urbino, dove non c’è obbligo di frequenza e un rapporto più diretto con i docenti. Adesso sto preparando l’esame da commercialista».

 

Un risultato frutto di ore e ore di studio, affiancate al lavoro di geometra al Comune di Bassano. «Per sette anni ho sempre studiato di notte fino all’una e nei fine settimana, rinunciando anche alle vacanze. Né io né mia moglie Emma siamo persone che escono molto, quindi non ci è pesato e sia lei che mia figlia Selenia mi hanno sempre appoggiato». Adesso ai sostenitori si è aggiunta la nipotina Sara. Ma chi gliel’ha fatto fare? «Da ragazzo avevo iniziato Scienze politiche, poi mia mamma è mancata e ho iniziato a lavorare. Credo che sia ideale una volta diplomati trovare prima lavoro e poi migliorare la propria posizione con una laurea». Anche se, in realtà, i titoli di studio non gli hanno portato vantaggi di carriera. «Non mi è servito per avere promozioni, ma mi ha dato molte conoscenze che utilizzo nel mio lavoro. Anche se più di qualcuno mi ha chiesto il perché lo facessi, non ho mai avuto dubbi. Per fortuna sono sempre stato bene e ho una grande memoria. Il perché delle lauree? Lo faccio per orgoglio, per formazione professionale e per mettermi in gioco». E all’università? «Qualche docente mi ha fatto problemi perché non frequentavo, ma ho risolto portando libri in più. L’esame più duro è stato diritto privato, passato al secondo tentativo».

 

Essere lo studente più grande, comunque, non gli dispiace, «anzi, quando mi trovo agli esami in mezzo a ragazzi di 23 anni mi sento più giovane anch’io». E adesso punta al tris (o al poker): «A settembre mi iscriverò a Politica, società ed economia internazionale. Sono sempre stato appassionato di politica, economia e mi interessa ciò che succede a livello italiano ed europeo». E il Vicenza? Continuo a seguirlo, guardare le partite della squadra all’epoca allenata da Bisoli mi rilassava. Penso che andremo in B, anche per il blasone e il bacino di spettatori che abbiamo, ma sono legato al Vicenza di Maraschin, che ebbe il coraggio di dire la verità sul torbido che c’era nel mondo del calcio». 

M.E.B.
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