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11.10.2017

Esche nei giardini
Muoiono avvelenati
due cani e un gatto

Fra gli animali morti, uccisi dalla metaldeide lanciata nei giardini, c’è anche un Labrador. ARCHIVIO
Fra gli animali morti, uccisi dalla metaldeide lanciata nei giardini, c’è anche un Labrador. ARCHIVIO

Sale a tre il bilancio di cani e gatti rimasti uccisi dopo aver ingoiato una micidiale pallina che li ha fatti morire dopo ore di sofferenza. Altri due cani e un gatto, invece, si sarebbero salvati proprio in extremis. È allerta avvelenamento animali a Costabissara. Ad essere preso di mira un tranquillo quartiere del centro abitato che comprende via Isonzo e via Piave dove ci sono molte villette private con il giardino. A raccontare come si sono svolti i fatti una residente, Laura Vasta, che proprio a causa di questi malefici bocconcini ha perso uno dei suoi gatti. «Non abbiamo trovato delle esche vere e proprie, ma dagli accertamenti che sono stati fatti fare agli animali che sono morti abbiamo scoperto che si tratta di metaldeide, un veleno che ha un odore e un sapore irresistibile per i nostri amici a quattro zampe –spiega Laura Vasta-. Il mio gatto dopo aver ingoiato il veleno, che con molta probabilità ha trovato in giro, è morto in preda a convulsioni e dolori atroci, mentre un altro siamo riusciti a salvarlo».

Non ce l’hanno fatta invece un Labrador e un altro cane sempre della stessa zona, mentre sono riusciti a sottrarsi alla morte due splendidi esemplari di segugi tedeschi da caccia. In questi casi però, pare che le esche avvelenate siano state lanciate direttamente nel giardino delle abitazioni private in quanto i cani non erano soliti uscire dalle recinzioni.

«Questi animali uccisi in modo così barbaro si trovavano nei giardini delle villette di via Piave e Isonzo e quindi noi pensiamo che le esche vengano addirittura posizionate all’interno delle proprietà –continua Laura Vasta- sono gesti ignobili e non oso immaginare se per caso dovesse essere un bambino piccolo a trovare una pallina avvelenata e ingerirla». Dopo la serie di morti improvvise e tutte per avvelenamento, i proprietari degli animali si sono rivolti alle autorità competenti che hanno dato il via ad un’indagine capillare sul territorio.

«Sono state fatte in tutto tre denunce per questi fatti deprecabili. Io stessa, dopo la morte del mio gatto ho subito contattato le guardie zoofile che si sono precipitate a casa mia e hanno anche fatto un giro di ispezione della zona –spiega la donna-. Sono stati avvisati anche il Comune e la Asl veterinaria». La metaldeide è un prodotto chimico utilizzato nei lumachicidi e si presenta sotto forma di esche granulari azzurro verdastre. Tale composto è nocivo sia nel caso di ingestione che di contatto con la pelle e se non si interviene subito si arriva alla morte dell’animale.

«Avvelenare un animale è reato –spiega la l’incaricato del nucleo delle guardie zoofila dell’Enpa di Vicenza-. C’è un’apposita ordinanza del Ministero della Salute che vieta la distribuzione di esche avvelenate e si rischia la reclusione fino a due anni. In questi casi di Costabissara abbiamo capito che si tratta di una cosa voluta, ma per esempio, i soliti casalinghi che buttano il veleno per topi, in realtà, si espongono perché sono sostanze velenose. Questi prodotti si devono mettere negli appositi erogatori in modo da evitare che gli animali vadano a prenderli».

Valentina Magnarello
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