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18.06.2017

Ecocentro bloccato dall’oleodotto Nato

Una foto scattata nel 2008 quando dall’oleodotto Nato uscirono migliaia di litri kerosene
Una foto scattata nel 2008 quando dall’oleodotto Nato uscirono migliaia di litri kerosene

Un centro per la raccolta e il riciclo dei rifiuti moderno e tecnologico, aperto anche 24 ore su 24, meta di uscite didattiche per le scolaresche e in grado di servire un bacino di 25 mila persone.

L'ecocentro intercomunale di Monticello Conte Otto e Dueville appunto, un progetto da oltre un milione di euro, il non plus ultra in fatto di conferimento e riconversione dei rifiuti che però, da più di un anno, è fermo in un cassetto alla fase preliminare.

Dopo la presentazione ufficiale nel marzo 2016 del piano per la nuova ricicleria che dovrebbe sorgere in via del Progresso a Cavazzale, tutto o quasi infatti sembra essersi fermato. A “bloccare” l'iter dell'opera che verrà finanziata e costruita da Soraris, seppur temporaneamente non ha dubbi il sindaco di Monticello Claudio Benincà, non un cavillo qualunque o semplici lungaggini burocratiche ma questioni di natura militare. La mancanza cioè, del via libera alla realizzazione da parte dell'aeronautica militare, titolare dell'oleodotto strategico che attraversa l'area industriale di Cavazzale.

Non tutti infatti lo sanno - l'argomento è sempre trattato con estrema discrezione ma è un segreto di Pulcinella – che in zona passano le tubature che da La Spezia arrivano fino alla base di Aviano.

Un'infrastruttura militare di primaria importanza per la Nato, che copre capillarmente buona parte dell'Europa e che in Italia è stata messa a punto negli anni Sessanta per raggiungere e rifornire i principali aeroporti militari nel Nord.

Facile intuire perciò che, soprattutto memori dell'incidente che nel 2008 provocò la rottura di una condotta e lo sversamento di migliaia di litri di kerosene nelle acque di Bacchiglione e Astichello, tutte le parti in causa vogliano procedere con le dovute cautele. In particolare a rallentare notevolmente l'approvazione del progetto esecutivo dell'ecocentro, che sarebbe dovuto andare in gara già alla fine del 2016 secondo il cronoprogramma dettato dall'amministratore di Soraris Roberto Blasich, la mancata firma della convenzione tra aeronautica militare e Comune.

Convenzione necessaria a definire rigidamente le modalità e i limiti entro cui muoversi nel momento della realizzazione della rifiuteria, trattandosi di manufatto in area di vincolo di oleodotto militare. Materia complessa che il sindaco Benincà, che spiega di essere in attesa del rilascio dell'autorizzazione da mesi, conta comunque di dipanare entro la fine dell'anno: «Queste pratiche non sono mai veloci ma stiamo sollecitando da qualche tempo per poter portare in giunta l'approvazione dell'esecutivo e poi far partire il bando e i lavori». L'obiettivo è arrivare all'apertura del centro nel 2018, in modo da poter liberare le due strutture di Saviabona e Passo di Riva, riducendo i costi di gestione e offrendo all'utenza un servizio all'avanguardia e di qualità: «Apertura 24 ore su 24 con badge per il conferimento di carta, plastica, vetro e verde – elenca il primo cittadino – area dedicata ai Raee e una nuova zona per la raccolta di oggetti ancora in buono stato o funzionanti, una sorta di mercatino dell'usato».

Tra le novità anche l'installazione di una pesa pubblica e l'organizzazione di visite scolastiche.

Giulia Armeni
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