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19.05.2017

Si è spenta Giuliana, miracolata a Lourdes

La volontaria Unitalsi Giuliana Torretta in una foto d’archivioLa volontaria Giuliana Torretta nel corso di una delle udienze con Papa Francesco in Vaticano
La volontaria Unitalsi Giuliana Torretta in una foto d’archivioLa volontaria Giuliana Torretta nel corso di una delle udienze con Papa Francesco in Vaticano

Fino all'ultimo ha continuato a chiedersi «Perché?». Perché quel giorno di 19 anni fa, quella dolce voce femminile, la Madonna avrebbe detto poi, scelse di incoraggiare lei a tornare alla vita dicendole semplicemente: “Cammina Giuliana, cammina”.

Se ne va, portando con sé il mistero di una delle guarigioni più clamorose e ancora inspiegabili della storia Giuliana Torretta, la donna che nel 1998 dopo un pellegrinaggio a Lourdes riacquistò l'uso delle gambe all'età di 63 anni.

La signora Torretta, originaria di Forme Cerati a San Pietro Valdastico, dove aveva abitato per gran parte della sua vita con il marito oggi novantenne e i due figli, Ida e Daniele, si è spenta lunedì scorso all’età di 82 anni.

Da qualche tempo si era trasferita a Dueville dove è morta, a causa di complicanze cardiache, nel cuore della notte e dove, nella mattinata di ieri, è stato celebrato il funerale.

In prima fila per salutare Giuliana c’erano amici, volontari Unitalsi da diverse parti d'Italia e anche chi, di lei, era venuto a conoscenza negli anni attraverso giornali, tivù e quanti si erano occupati del suo straordinario caso.

Una storia unica cominciata l’1 giugno 1998 quando, dopo la messa al santuario, Giuliana riferì di aver sentito più volte una voce di donna che la invitava a camminare. Poche ore dopo, nella sua stanza d'ospedale, riuscì a muovere i primi passi alzandosi dalla carrozzina dove una tubercolosi ossea e una mielite ischemica l'avevano costretta dall'età di 44 anni.

Fu subito chiaro che, se di miracolo ancora, almeno ufficialmente, non si poteva e non si può parlare mancando l'accertamento da parte del bureau internazionale di medici, di guarigione inspiegabile, questo sì, si trattava.

Uno dei 7 mila casi “non giustificabili scientificamente” confermato quasi subito dall'equipe medica di Lourdes e che, proprio con la riunione del comitato internazionale il prossimo novembre, sarebbe forse potuto divenire, quasi vent'anni dopo, il quarto miracolo italiano.

All'epoca, come ieri per l'ultimo saluto officiato da don Fabio Ogliani e don Max Bernardi, accanto a Giuliana divenuta volontaria Unitalsi c'era il dottor Armando Donello, responsabile dei medici dell'Unitalsi Triveneto che per primo, nella stanza 206 dell'ospedale di Lourdes, si rese conto che la donna che da 19 anni si muoveva in carrozzina aveva, improvvisamente, ripreso riflessi e mobilità. «Sono passati quasi vent'anni ma ancora mi vengono i brividi ripensando a quel giorno – rivive il dottor Donello – ricordo quando un collega medico venne a chiamarmi sconvolto dopo che la signora si era alzata e ricordo il test del martello, quando capii che Giuliana, all'improvviso, era tornata a muovere le gambe».

Il dottor Donello ricorda anche i giorni, le settimane che seguirono l'incredibile evento: «Fu chiaro che non era possibile tenere nascosta una notizia simile: quando tornammo a Valdastico trovammo giornalisti italiani e stranieri appostati davanti casa, sugli alberi... la voce si era sparsa velocemente».

Fu così che Giuliana, che non ha mai veramente compreso perché quella guarigione fosse toccata proprio a lei, sebbene per i 19 anni precedenti avesse preso parte ogni anno ai pellegrinaggi, decise di restituire un po' della sua fortuna a chi ne aveva bisogno. Divenne volontaria Unitalsi e per oltre un decennio accompagnò nei luoghi della fede i malati e anche i disabili. «Avremmo dovuto partecipare, tra qualche settimana, ad una trasmissione televisiva – rivela il dottor Donello – La morte di Giuliana è una perdita importante perché la sua vicenda ha segnato la storia, nostra come Unitalsi ma non solo. Ora si tratta di capire se la certificazione di miracolo, per la quale ci vogliono decenni, talvolta mezzo secolo, potrà essere rilasciata anche postuma: ce lo auguriamo di cuore».

Giulia Armeni
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