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09.12.2017

«Scalo il monte in bici contro il cancro»

La 56enne Loretta Pavan al termine di una delle sue scalate in bicicletta da corsa sul Grappa.  MA.BI.
La 56enne Loretta Pavan al termine di una delle sue scalate in bicicletta da corsa sul Grappa. MA.BI.

Marco Billo Pedalare per se stessi e gli altri, sudare e far girare le ruote con l'obiettivo di non farsi sconfiggere dalla malattia e incoraggiare chi la sta ancora combattendo a non soccombere, ripetendosi continuamente “Mai mollare, ce la puoi fare”. Una sorta di mantra che descrive l'indomito spirito di Loretta Pavan, duevillese che nel 2017 ha festeggiato il suo 56° compleanno scalando per 56 volte il Monte Grappa con una bici da corsa. Ciascuna delle vette raggiunte è stata dedicata agli “Amici del quinto piano” dell'ospedale di Vicenza, gruppo di persone che soffrono o hanno sofferto di patologie oncologiche e di cui Loretta è parte. La ciclista di Dueville, dal 2006 ha affrontato il cancro riuscendo a sconfiggerlo. «Un male terribile che ha stravolto la mia vita: ero un'imprenditrice del settore orafo, ma ho dovuto lasciare tutto per pensare a curarmi», racconta. «Una malattia che mi ha portato via due sorelle: mi sono presa cura dei miei quattro nipoti come se fossero figli, crescendoli e cercando di far loro da mamma. Quando, qualche anno dopo, mi è stata diagnosticata la stessa patologia delle mie sorelle mi è crollato il mondo addosso: non potevo permettermi di renderli ancora una volta orfani. Ho smesso di lavorare per iniziare a curarmi, però la vita da casalinga mi stava stretta e avevo bisogno di trovare uno sfogo». Così nel 2008, grazie ad alcuni amici, Loretta ha conosciuto il mondo delle due ruote e dei pedali. «Dopo qualche titubanza iniziale ho provato a montare in sella e mi sono subito innamorata della bici: il primo anno ho percorso 3 mila chilometri, il secondo 7 mila e così via fino ai 27 mila chilometri del 2016», aggiunge. «Nel 2017 ho raggiunto i 30 mila chilometri e i 300 mila metri di dislivello complessivi tra Grappa, Dolomiti e il Giro delle Quattro Nazioni». Tre anni fa la duevillese è entrata in contatto con il mondo delle lunghe distanze e della Randonnée, un ciclismo senza classifiche o competizione, in cui la distanza da percorrere equivale a un'esperienza di viaggio. «“Né forte né piano, ma lontano”: è lo slogan dello spirito Randonnée che ho iniziato a respirare da quando ho conosciuto Giorgio Murari, ultracycler tra i più forti d'Italia». Negli anni a seguire Loretta, che pedala per l'Asd “Cicli Rossi” di Povolaro, ha portato a compimento con successo la Verona-Resia-Verona (600 chilometri in meno di quaranta ore), la Parigi-Brest-Parigi (1.230 chilometri, 12 mila metri di dislivello in meno di 90 ore) e nel 2016 la Pinerolo-Barcellona-Pinerolo (2 mila chilometri e 16 mila metri di dislivello che la ciclista ha completato in 145 ore sulle 170 a disposizione). «Ho imparato a giostrarmi tra pedali, pasti e sonno, senza partire forte, ma senza mai fermarmi», spiega. «Poi mi sono innamorata delle salite sui “dieci più uno” versanti del Grappa, dell'atmosfera silenziosa che ti avvolge, del loro passato e del panorama che le caratterizza. Nel 2016 le ho percorse 35 volte, così a gennaio ho deciso di festeggiare i miei 56 anni con 56 salite, ciascuna dedicata ad uno degli “Amici del quinto piano”». Un'impresa resa ancora più incredibile dal conseguimento a settembre del brevetto Everesting, ovvero il raggiungimento di quota 8.848 metri percorrendo qualsiasi tipo di itinerario. «Ho scalato il Grappa per sei volte consecutive, dal versante Semonzo, senza dormire: in 22 ore ho affrontato 10.600 metri di dislivello», conclude. «Non mi ritengo un'agonista, ma una cicloturista passata da una vita con i tacchi a una sui pedali perché la bici mi trasmette positività e mi ha aiutato a superare la malattia. “Mai mollare, ce la puoi fare”». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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