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29.12.2017

«Niente profughi negli ex alberghi» Firme a quota 1.500

I profughi alloggiano nell’ex hotel Canova, in foto, e nell’ex Ginia.  ARCHIVIO
I profughi alloggiano nell’ex hotel Canova, in foto, e nell’ex Ginia. ARCHIVIO

Sono già 1.500 le firme raccolte a Sandrigo nella petizione avviata da un gruppo di cittadini per risolvere l'annosa questione dei profughi presenti da lungo tempo in paese. Non si tratta di una raccolta «contro i richiedenti asilo», precisano i promotori dell’iniziativa, ma piuttosto della certificazione del disagio che, da un paio d'anni, vivono tanto i sandricensi quanto gli stessi migranti, presenti in 200 nel territorio comunale e ospitati nei due unici hotel del paese, l'ex Ginia e il Canova. Proprio per la polveriera costituita dall'albergo a 4 stelle di recente acquistato dal gruppo Vergilius di Creazzo alcuni abitanti si erano mobilitati nei mesi scorsi arrivando, a metà novembre, ad aprire ufficialmente la raccolta delle firme. Si tratta di una petizione che, al termine, sarà consegnata al prefetto per chiedere, in vista di un inserimento nel sistema di integrazione Sprar, l'alleggerimento delle due strutture ricettive e una revisione delle politiche di accoglienza «a pacchi di cento», per usare le parole del sindaco Giuliano Stivan e del vicesindaco Giovanni Rigoni. • G.AR. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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