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19.03.2017

S’inventa il furto d’oro?
La prescrizione lo salva

L’area di servizio di via Vicenza a Camisano, teatro dell’episodio
L’area di servizio di via Vicenza a Camisano, teatro dell’episodio

Era il 12 giugno 2009 quando Davide Faccio, 42 anni, di Romano d’Ezzelino, via Copernico, formalizzò in caserma dei carabinieri di Camisano la denuncia di un furto di preziosi per 100 mila euro. Poco più di 6 chili d’oro lavorato che si erano involati mentre cambiava la gomma della sua Audi. Era il suo primo giorno di lavoro: spiegò ai militari del luogotenente Sartori di essere stato in via Cellini da un cliente, e una volta giunto in via Vicenza si era accorto di avere una gomma a terra. Mentre la cambiava, zac!, qualcuno gli aveva sottratto il campionario.

Per i carabinieri quel furto era un’invenzione, tanto che Faccio era stato denunciato per simulazione di reato e per l’appropriazione indebita dell’oro, che gli era stato consegnato in conto vendita da diverse aziende del settore.

Dopo un lunghissimo dibattimento, iniziato nel giugno 2012 e durato una decine di udienze, nei giorni scorsi il giudice Carli ha prosciolto l’imputato, difeso dall’avv. Ernesto De Toni: è scattata infatti la prescrizione, e il tempo ha cancellato i reati contestati dalla procura.

In base a quanto era ricostruito dalla magistratura, l’orafo aveva quei 6 chili d’oro in conto vendita da cinque società che risultavano parti offese per il reato di appropriazione indebita: si tratta di “Oroperla srl” di Mirko Bertinato di Trissino, di “Bovo Luigi srl” di Sebastiano Bovo, sempre di Trissino, di “Oro feeling srl” di Roberto Rancan di Cornedo, “Orsato” di Riccardo Orsato di Scorzè, nel Veneziano, e di “Mpm di Gobbato Enzo”.

Per gli inquirenti la simulazione era evidente: l’imputato si era presentato nella stazione di servizio Total di Franco Zecchini a Camisano per chiedere se potessero cambiargli la gomma; poi eseguì il lavoro da solo. Ma dalle immagini della telecamera, e anche da alcune testimonianze, sarebbe stato chiaro come nessuno si fosse avvicinato all’Audi in quei frangenti. Pertanto, il furto non sarebbe mai avvenuto. L’oro non era mai stato recuperato.

Faccio si è sempre difeso dalle accuse, professando la sua innocenza; i tempi lunghi hanno causato il proscioglimento. D.N.

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