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15.09.2017

«Omissioni sui controlli e falsi»
Il sindaco finisce in tribunale

L’esterno del municipio di Grumolo delle Abbadesse
L’esterno del municipio di Grumolo delle Abbadesse

Sindaco dal giudice con l’accusa di aver omesso dei controlli e di aver formato documenti falsi per coprire la prima mancanza. È l’ipotesi della procura, che con il pubblico ministero Salvadori ha chiuso le indagini ed ha sollecitato il rinvio a giudizio di Flavio Scaranto, 61 anni, primo cittadino di Grumolo delle Abbadesse al secondo mandato (eletto nel 2009, è stato confermato nel 2014). Il sindaco è accusato di omissione in atti d’ufficio e di falsità ideologica, reati che avrebbe commesso nel 2014. L’udienza è stata fissata per il 22 novembre, quando in aula potrà costituirsi parte civile la presunta vittima, Agostino Cogo, tutelato dall’avv. Renzo Fogliata, per ottenere un risarcimento dei danni che sostiene di aver subito. Il primo cittadino ribatte con forza, ritenendosi «sereno», «certo di dimostrare la sua innocenza» rispetto ad accuse «strumentali ed infondate».

In base a quanto ricostruito dopo gli esposti delle minoranze, l’amministratore, dopo la presentazione della Dia da parte della società “Fratelli Quartesan”, non avrebbe effettuato verifiche della pratica per la lavorazione e la vendita di carni; non avrebbe accertato l’assenza di una preventiva approvazione di un piano urbanistico attuativo, e non avrebbe adottato provvedimenti di accertamento delle violazioni edilizie, anche a seguito - scrive la procura nel capo di imputazione - delle formali richieste avanzate da Agostino Cogo, un residente in paese che da anni è in lite con l’amministrazione e che ha presentato numerosissimi esposti anche in procura lamentando plurime anomalie.

Di qui l’ipotesi di omissione in atti d’ufficio, a cui sarebbe seguito il falso: Scaranto avrebbe scritto due documenti, uno per Cogo e uno per il difensore civico regionale, in cui attestava (falsamente, per sostiene la pubblica accusa) che la società Quartesan era artigianale e che «per tutte le pratiche edilizie riferite a tale società non erano state riscontrate anomalie».

Il sindaco si difende con forza: «Non ci sono omissioni nè falsità - sottolinea l’avv. Nando Cogolato, che tutela il primo cittadino -. Le smentite rispetto alle accuse sono documentali: Scaranto ha risposto, in base ai pareri degli uffici. Ci sono carte che dimostrano che gli adempimenti sono stati compiuti non solo dal sindaco, ma anche da altri organi competenti». Scaranto ricorda di essersi difeso più volte, e con lui altri amministratori, dalle accuse di Cogo o di esponenti delle minoranze in consiglio comunale, e di aver sempre fatto valere le sue ragioni.

In aula si confronteranno le varie versioni; il primo cittadino potrebbe chiedere di essere processato con il rito abbreviato, per chiudere subito la partita giudiziaria. D.N.

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