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09.10.2017

Crac “Nuova Nardotto”
Il titolare va in carcere

Bruno Nardotto, 62 anni
Bruno Nardotto, 62 anni

È stato arrestato per il crac della sua azienda. I carabinieri della stazione di Camisano hanno arrestato, sabato pomeriggio, Bruno Nardotto, 62 anni, originario di Gazzo Padovano ma residente in paese. La procura aveva infatti emesso a suo carico un decreto penale di condanna perchè deve scontare 8 mesi di reclusione. La condanna, per bancarotta fraudolenta, è infatti diventata definitiva e l’imprenditore ha già esaurito la sospensione condizionale.

Nardotto, difeso dall’avv. Francesca Casarotto, era stato condannato a 8 mesi di reclusione dal collegio del tribunale di Vicenza nell’aprile del 2014. Era accusato di bancarotta semplice della società “Nuova Nardotto Montaggi srl” di Vicenza, che venne dichiarata fallita dal tribunale civile nel luglio del 2009. Nardotto, già coinvolto in altre vicende giudiziarie, era accusato di aver omesso di tenere regolarmente i libri contabili della società nei tre anni precedenti in fallimento, come ricostruito dalla curatrice fallimentare Sara Ceriotti. Nel febbraio del 2011, in primo grado, il collegio gli aveva inflitto tre anni e cinque mesi di reclusione, poiché era finito nei guai in qualità di titolare della “Nardotto montaggi srl unipersonale” (cioè la società dalle cui ceneri era sorta la “Nuova”). In quel caso era accusato di bancarotta fraudolenta patrimoniale, di non essersi presentato al curatore fallimentare e di non aver pagato le ritenute previdenziali di alcuni lavoratori. L’azienda, nata a Sandrigo nel 1997 e poi trasferita in città, si occupava del montaggio di strutture metalliche; le difficoltà erano sorte poiché alcuni clienti non avevano pagato i lavori a seguito di contestazioni. Il passivo fu di un milione di euro. Il curatore accertò come Nardotto non gli avesse consegnato otto autocarri, spariti nel nulla.

Ma nella storia dell’imprenditore sono emerse negli anni anche altre vicissitudini giudiziarie, come la bancarotta fraudolenta “Silver sport”, fra le più ingenti del panorama vicentino, con un passivo di 25 milioni di euro, per la quale era stato condannato in primo grado a 4 anni e mezzo. E poi era stato arrestato per un ingente traffico internazionale di cocaina dalle isole Baleari, che gli era valso un’altra condanna a 10 anni di reclusione. D.N.

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