CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

22.09.2017

Consigliere espulso
per una manata
Il sindaco corretto

Il municipio di Camisano, teatro dell’infuocato consiglio comunale
Il municipio di Camisano, teatro dell’infuocato consiglio comunale

Il sindaco che aveva espulso un consigliere comunale durante una seduta non ha commesso violazioni di legge. Il giudice civile Stefano Rago ha rigettato la richiesta di risarcimento dei danni avanzata da Giovanni Favero, 40 anni, nei confronti del sindaco di Camisano Eleutherios Prezalis. I fatti contestati erano del 2007; singolarmente, i due oggi occupano ancora i posti di allora, con il primo consigliere di minoranza, e Prezalis primo cittadino.

Durante la seduta del 6 luglio di 10 anni fa, si era animatamente dibattuto della proposta da parte della giunta di una variante al Piano regolatore per realizzare, vicino alla scuola materna, un centro polifunzionale. Favero, che era contrario (nonostante i due militassero nello stesso partito, Forza Italia), replicò duramente bocciando l’idea. Il sindaco replicò, interrotto da Favero; poi concluse, e il consigliere di minoranza riprese la parola. Durante il suo accorato intervento, sbattè con violenza una mano sullo scranno consigliare. Prezalis lo interruppe: «Oh! Signorino!», invitandolo a non battere più i pugni. Scoppiò una discussione, con Prezalis, presidente del consiglio comunale, lo allontanò dall’aula apostrofandolo come «maleducato». I vigili urbani non eseguirono l’ordine di accompagnarlo fuori; lo fecero i carabinieri. Favero poi intese rientrare, ma Prezalis condizionò il ritorno alle scuse pubbliche. Poi, finito il consiglio, lo definì un «ragazzo diabolico».

Favero denunciò il sindaco per interruzione di pubblico servizio, abuso d’ufficio, diffamazione e ingiurie; il giudice archiviò l’indagine, ritenendo fra l’altro che Favero avesse dimostrato «un’incapacità di dominare il proprio comportamento», ragion per cui era ragionevole che il presidente lo allontanasse.

Favero, assistito dall’avv. Marco Dal Ben, aveva allora proposto una causa civile, chiedendo un risarcimento dei danni per 50 mila euro. Prezalis, tutelato dall’avv. Alessandro Moscatelli, aveva replicato ritenendosi estraneo alle contestazioni e sottolineando che si trattava di una lite temeraria.

Il giudice ha ritenuto prescritti i termini, perché sono passati molti anni: per la norma civile non scatta la prescrizione se si tratta di reati, ma in questo caso il tribunale non li ha ritenuti sussistenti. Prezalis poteva, visto il comportamento di Favero, allontanarlo dall’aula; e i termini usati dal sindaco non sono offensivi, nè lesivi dell’onorabilità. Il riferimento a «signorino» era legato anche all’età (uno di 57 anni, l’altro di 30); e il tono è da «polemica politica», scrive il giudice.

Prezalis si è detto soddisfatto della sentenza, che ha riconosciuto la sua correttezza. Per Favero invece la vicenda non è stata inquadrata giustamente; e proporrà Appello.

Diego Neri
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1