CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

16.11.2017

Casa per disabili
Da sogno a realtà
grazie ai volontari

La vecchia fattoria trasformata in centro diurno e residenziale. MARINI
La vecchia fattoria trasformata in centro diurno e residenziale. MARINI

Può un sogno durare più di vent’anni? A quanto pare sì. Basta chiedere ai volontari dell’associazione Proviamo insieme per l’handicap di Camisano che, dal 1997, portano avanti il progetto relativo alla casa “Il Sogno”, per assicurare una struttura attrezzata e funzionale alle persone disabili dell’est vicentino.

Un’iniziativa partita grazie ad un volenteroso gruppo di genitori e parenti. «Nella nostra zona non c’erano servizi dedicati alle persone disabili - racconta Bruno Fanin, presidente dell’associazione che oggi conta una settantina di iscritti -, si sentiva l’esigenza di una struttura con queste caratteristiche».

Il progetto, o meglio “il sogno”, è iniziato nel 2002 con il restauro di una vecchia fattoria di proprietà del Comune, data in comodato d’uso gratuito all’associazione fino al 2040. «I lavori sono durati due anni e sono stati svolti da volontari. Per coprire le spese abbiamo fatto molte raccolte fondi coinvolgendo alcune realtà del posto. Una su tutte, l’amichevole di calcio tra ciclisti e alpini nel 2003, che ha fruttato più di 7 mila euro». Ecco nascere il centro diurno di Camisano per ragazzi con disabilità, aperto nel 2004 e subito utilizzato da dodici persone.

«Oggi ne seguiamo una trentina - continua Fanin -. Non sono più solo ragazzi, l’età va dai 18 ai 60 anni. Hanno disabilità di vario tipo, anche psichiche e arrivano anche da Grisignano, Grumolo, Quinto, Montegalda e Villaganzerla. Sono seguiti da tredici persone, tra operatrici ed educatrici».

L’associazione Proviamo insieme per l’handicap non si è fermata lì. Nel 2009 è iniziato un secondo restauro che ha interessato l’altra parte dell’edificio, con l’obiettivo di costruire una casa famiglia in grado di ospitare una decina di persone. «Non è stato facile, i lavori sono iniziati nel 2010 e si sono conclusi nel 2015. Abbiamo dovuto aprire due mutui, ma adesso la casa famiglia è operativa. L’abbiamo inaugurata due anni fa e ospita otto persone che possono restare anche durante la notte, seguite da dieci operatrici».

L’associazione non vive di sola solidarietà. «In qualche modo cerchiamo di autofinanziarci - spiega il presidente -, anche perché i debiti dei due mutui ammontano ancora a circa 400 mila euro. Nel 2002 abbiamo iniziato la racconta dei tappi di plastica per il riciclo. Li maciniamo grazie a due macchine che ci sono state regalate. Poi gestiamo il parcheggio dell’area ex consorzio durante il mercato domenicale e collaboriamo con i panificatori artigiani di Vicenza, durante la Fiera del Soco di Grisignano. Grazie a queste attività e ad alcune persone generose, riusciamo a mantenere aperta la struttura. L’obiettivo è saldare i debito per poter continuare questo nostro “sogno”».

Marco Marini
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1