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27.07.2018

«Le carte del Pat date in ritardo» Bufera in Consiglio

Il municipio di Caldogno. L’altra sera lite tra maggioranza e opposizione sui documenti del Pat
Il municipio di Caldogno. L’altra sera lite tra maggioranza e opposizione sui documenti del Pat

Giulia Armeni Una secessione dell'Aventino lampo contro i tempi, altrettanto ristretti, concessi alla minoranza per la consultazione della documentazione del consiglio comunale. Hanno abbandonato compatti il tavolo consiliare a pochi minuti dall'avvio della seduta i 4 esponenti dei tre gruppi di opposizione di Caldogno, in aperta protesta con l'amministrazione del sindaco Nicola Ferronato rea di non aver fatto pervenire in tempi adeguati il materiale mercoledì sera sottoposto all'esame consiliare. CENTINAIA DI PAGINE. In particolare quello relativo alle centinaia di pagine, tavole, cartine della variante n.2 al piano urbanistico 1/B, lo strumento che, attraverso 3 accordi pubblico-privato principali e un totale di 35 mini e medi interventi, andrà operativamente a modificare il volto del paese dopo l'adozione del Pat, ormai 7 anni fa. «Vogliamo manifestare in questo modo una situazione di disagio, di imbarazzo e forse anche di rammarico in cui noi consiglieri di minoranza ci troviamo oggi a causa dell'impossibilità di poter procedere secondo conoscenza e coscienza al voto che ci viene richiesto», la motivazione formale letta, a nome di Movimento Cinque Stelle, “Si.Amo Caldogno” e “Caldogno Futura”, dalla capogruppo di quest'ultimo Anna Maria Fabris, poco prima di abbandonare i seggi all'inizio del punto 3, quello sull'assestamento di bilancio e fino al 10, sulle opere pubbliche. «Ci sentiamo presi in giro -rincarano la dose la grillina Marilì Lunardello e i “Si.Amo Caldogno” Bruno Laghetto e Ferdinando Cappozzo- potrebbero esserci imponenti spostamenti di somme nel bilancio o interventi rilevanti nel P.I e non lo sappiamo perché non abbiamo avuto il tempo materiale per leggere le carte». Il pomo della discordia sta tutto nella manciata di giorni tra la riunione della commissione territorio alla presenza del progettista, l'architetto Ilario Faresin, l'11 luglio («ma è stata un'illustrazione sommaria, poco chiara, priva di riferimenti soggettivi e oggettivi» contestano i consiglieri) e l'invio del documento programmatico del sindaco, il 24 luglio, giorno prima della riunione del consiglio. LA CONVOCAZIONE. In mezzo, il 18 luglio, la convocazione dello stesso, il 20 l'arrivo delle proposte di delibera all'ordine del giorno, sabato 21 nuovi file che sostituivano i precedenti assieme a numerosi allegati. Queste le tappe burocratiche della mini crisi del parlamentino calidonense che proprio al momento della discussione del punto 7, ovvero la famosa variante n.2, ha provocato a ruota anche l'uscita dall'aula della maggioranza, per decidere la linea da tenere. «Forse rimanderanno il punto», ipotizzano speranzosi Cappozzo e Laghetto seduti ai lati della sala, mentre fa capolino anche l'ex consigliere, ora di ruolo a Vicenza a fianco del sindaco Rucco, Marco Lunardi. Niente da fare: assessori e consiglieri di “Insieme per Caldogno” rientrano e i lavori proseguono, l'architetto Faresin viene richiamato per illustrare la variante e si va a votazione. I DOCUMENTI. «Sì, i documenti sono arrivati in ritardo -ammette l'assessore all'urbanistica Marcello Vezzaro- ma era già stato tutto visto un anno fa in commissione e comunque parliamo di variazioni di modestissima entità, sciocchezze davvero, perché è questo il livello del P.I e quello che stiamo facendo è cercare di ricucire e salvare il nostro territorio da speculazioni e perdita di aree verdi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giulia Armeni
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