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13.01.2018

Lavori al bar Enal, ora paga il Comune

L’ex municipio di Caldogno dove ha sede il bar Enal, finito l’estate scorsa agli onori delle cronache
L’ex municipio di Caldogno dove ha sede il bar Enal, finito l’estate scorsa agli onori delle cronache

Giulia Armeni Fifty- fifty, cinquanta e cinquanta, pagamento metà per ciascuno e tutti contenti, alla fine. È un conto diviso alla romana in modo bonario, alla fine di mesi di polemiche e botta e risposta su colpe e responsabilità quello saldato da amministrazione comunale e gestori del bar Enal di Caldogno al termine di un contenzioso durato mesi. Si chiude così, con la spartizione delle spese per i lavori e dell’importo della sanzione comminata dalla Soprintendenza alle Belle Arti di Verona, il pasticcio burocratico che aveva infuocato l’estate calidonense quando, lo scorso luglio, erano stati eseguiti alcuni lavori di miglioria e ammodernamento all’interno dei locali che ospitano il bar, attigui all’ex municipio cinquecentesco. Al Comune, che fin dall’inizio aveva sostenuto e difeso i titolari, pur respingendo coinvolgimenti nelle mancate comunicazioni all’ente di tutela, spetterà il pagamento dei 4994 euro sborsati dalla società “Bar Enal Sas” di Andrea Carraro per la messa a norma dell’impianto elettrico: vale a dire quegli interventi (oltre all’eliminazione di una vecchia copertura in cartongesso su una parete), che alla fine di luglio erano già costati l’ispezione degli ispettori della Soprintendenza assieme ai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Venezia, per presunte irregolarità poi confermate nella sanzione da 5160 euro. Multa questa che, come da accordi, pagheranno i gestori ai quali però, finalmente, dopo sette anni di attività non formalmente riconosciuta verrà concesso un regolare contratto d’affitto. Negli ultimi anni infatti, dopo la procedura di sfratto avviata quando, ancora, si sperava di poter alienare l’ex municipio, il bar Enal versava al Comune un’“indennità di occupazione senza titolo” di 700 euro al mese, 8400 annui che ora sono stati contrattualizzati. Un atto dovuto, dopo il caos della scorsa estate, anche per legittimare il lavoro dei baristi che, in quella particolare zona di Caldogno, svolgono una funzione sociale, tenendo viva e sorvegliata un'area altrimenti poco o male frequentata. Anche per questo, come spiega l’assessore ai lavori pubblici Marcello Vezzaro, si è deciso per la sottoscrizione dell’affitto: «Se non era ancora stato fatto è perché si aspettava di capire se si sarebbe riusciti a vendere l’ex municipio ma visto che non è stato così e che comunque l’alienazione potrà avvenire ugualmente, essendo il locale separato, abbiamo messo nero su bianco quello che già avveniva da anni». Per i primi sette mesi i gestori non dovranno versare il canone di 700 euro, come rimborso per i lavori estivi effettuati e come rimborso per i lavori estivi effettuati e contestati da Verona («e che come proprietari saremmo comunque stati tenuti ad eseguire e quindi a pagare», precisa Vezzaro) e, sempre da nuova scrittura, dovranno ottenere autorizzazioni e pareri preventivi prima di qualunque tipo di intervento ordinario o straordinario. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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