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19.05.2017

Bunker e sfilata
3 giorni da alpini
per i sessant’anni

Gli alpini di Caldogno durante la recente adunata di Treviso. Da oggi la tre giorni di festa in paese. ARMENILa via degli alpini. FOTO STELLA
Gli alpini di Caldogno durante la recente adunata di Treviso. Da oggi la tre giorni di festa in paese. ARMENILa via degli alpini. FOTO STELLA

Alpini sempre e per sempre, negli eventi ufficiali ma anche, ancor di più, nella vita di tutti i giorni. Una missione e un impegno quelli degli appartenenti al glorioso corpo militare portati avanti anche a Caldogno da più di mezzo secolo. Compie 60 anni e lo fa in grande stile con tre giorni di festeggiamenti, da oggi a domenica, la sezione calidonense del gruppo alpini. Era il 1957 infatti quando il tenente Domenico Nico Dal Toso, reduce della campagna di Russia, decise che il valore di chi indossava con fierezza il cappello con la penna dovesse essere riconosciuto anche nel paese d'origine. Da allora, sei decenni e quattro presidenti (Dal Toso, Ottavio Menara, Domenico Cappellari e l'attuale Giampietro Gollin) dopo, gli alpini calidonensi di strada ne hanno fatta parecchia, sempre fedeli alle tradizioni e allo spirito del corpo ma altrettanto attenti ai cambiamenti sociali e culturali. Consapevoli dell'importanza di tramandare quei valori fondamentali di patriottismo e solidarietà alle giovani generazioni, la sezione di Caldogno, che ricade nella zona Castellari Alto Bacchiglione, da sette anni è “entrata” nelle scuole, promuovendo un progetto di educazione civica tra i bambini degli istituti primari del capoluogo e di Rettorgole. Alpini e alunni saranno protagonisti anche questa mattina del primo evento ad aprire la tre giorni del sessantesimo anno dalla fondazione del gruppo: alle 9 è in programma l'alzabandiera alla presenza delle classi quinte e, a seguire, la cerimonia nel salone nobile per la consegna ad ogni allievo del Tricolore.

«É un'iniziativa di cui andiamo molto fieri – sottolinea il presidente di sezione Giampietro Gollin – e che è inserita anche nel libretto realizzato per l'occasione che racconta i nostri sessant'anni di vita».

Ben 226 gli alpini tra ultraottantenni che hanno fatto la storia del gruppo, come Giovanni Carletti di Cresole e rappresentanti “noti”, il sindaco Nicola Ferronato e l'assessore Roberto Pesavento tra tutti. Menzione a parte per gli “amici degli alpini”, 42 cittadini di cui, almeno la metà, donne. Ci sono anche loro tra gli organizzatori del consueto canto della stella natalizio che, da 35 anni, ha consentito di raccogliere migliaia di euro destinati poi interamente a scuole, parrocchie, missioni in Italia e all'estero.

«Indossando con orgoglio il cappello con la penna faremo in modo di onorare il corpo alpino, in un momento che sarà di festa per tutta la cittadinanza», sottolinea il sindaco Ferronato. A coronare le celebrazioni l'inaugurazione, pur qualche anno dopo, di via degli Alpini domani alle 9: in quell'occasione sarà scoperta una stele commemorativa in ricordo dei commilitoni andati avanti. Dalle 9.15 si svolgerà la sfilata per le vie del paese e, dopo l'alzabandiera in piazza Bruno Viola, la messa delle 10 e l'ultima parte del corteo fino a villa Caldogno, per i discorsi ufficiali delle autorità. Un ruolo centrale lo giocherà il bunker nel parco della villa palladiana. L'associazione culturale “3+A” allestirà e porterà in scena lo spettacolo teatrale “L'eco della guerra”, interpretato dall'associazione Teatro Instabile di Campagna Lupia. L'evento si svolgerà nei suggestivi spazi del rifugio costruito proprio nel periodo bellico. Attori della compagnia e del collettivo artistico della Brigata della Polenta proporranno letture, testimonianze e canti della Grande Guerra. Appuntamento domani alle 16, in replica alle 17 e alle 18.

Giulia Armeni
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