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20.01.2018

Via dopo 100 anni, è addio alle suore

La materna di Cismon retta dalle suore Dimesse. CECCON
La materna di Cismon retta dalle suore Dimesse. CECCON

Francesca Cavedagna Suore troppo anziane richiamate alla casa madre, ma così l’asilo chiude e le attività sociali e ricreative del paese rischiano di morire. Sta per succedere a Cismon, Comune della Valbrenta, sede del santuario della Madonna del Pedancino, dove l’ordine delle Dimesse “abita” ormai da cento anni, tanti da meritarsi ruoli strategici sui quali hanno fatto affidamento decine di generazioni. Adesso sta per finire tutto. La dirigenza dell’Istituto patavino, sede delle religiose, ne i giorni scorsi ha inviato una lettera alle consorelle per segnalare che “il loro tempo in Valbrenta era finito e che la prossima estate dovranno fare ritorno a casa”. La notizia ha colpito l’intera comunità, compreso don Patrizio, parroco della diocesi di Padova a cui è stato affidato il compito di seguire le parrocchie della Valle, che sulla madre superiora Pierluigia, 80 anni, suor Luciana 94, e suor Odilia, arrivata lo scorso anno dopo la morte di suor Fabia, aveva davvero fatto grande affidamento. «Il problema è che c’è un forte calo delle vocazioni - spiega - L’ordine delle Dimesse non ha più sostitute da mandare, e le nostre sorelle ormai sono davvero tanto anziane, per quanto estremamente attive. È un problema diffuso, in futuro non andrà meglio, dovremo rassegnarci, fare affidamento solo sulle nostre forze e imparare ad andare avanti senza di loro. So già che non sarà semplice - conclude amaramente don Patrizio - I genitori dei bimbi sono davvero preoccupati». I timori derivano dal fatto che dal prossimo settembre l’asilo non ci sarà più. La struttura scolastica che conta 29 bimbi, che sarebbero stati confermati anche il prossimo anno, va avanti solo grazie alle suore e a un comitato genitori che negli anni si sono fatti veramente in quattro per non perdere questo prezioso punto di riferimento. Ormai però la battaglia sembra persa. «Già quando è morta suor Fabia abbiamo rischiato la chiusura - spiegano i genitori -, con impegno, costanza, e il supporto della parrocchia alla fine siamo riusciti a tirare avanti, ormai però siamo arrivati alle battute finali». Con la conferma del rientro a Padova delle suore, le iscrizioni per il prossimo anno scolastico sono definitivamente chiuse, il motivo è fondamentalmente uno. «Non possiamo permetterci di pagare delle insegnanti - specificano i genitori del comitato - le sorelle facevano praticamente tutto, e in modo assolutamente egregio. È rassicurante affidare loro i nostri bimbi, sappiamo di avere valide alleate nella loro educazione, persone affettuose che li sanno capire, che sanno sostenere anche noi famiglie nelle fasi educative, anche soltanto prestando ascolto ai nostri dubbi e ai nostri timori». Non solo. La loro presenza era importante anche per gli altri residenti del paese. «Aiutavano i nostri anziani, tenendo loro compagnia - proseguono -, anche grazie all’organizzazione di pomeriggi dedicati al ricamo - concludono i residenti -, poi si occupavano della nostra chiesa, suonavano le campane, mettevano i fiori freschi, pulivano e accoglievano i credenti, insomma tutto. Senza di loro ci verrà a mancare una colonna fondamentale della comunità, di quelle che è davvero impossibile sostituire». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
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