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23.09.2017

Unione unanime
«La Valle diventi
un solo Comune»

Palazzo Guarnieri, sede dell’Unione montana
Palazzo Guarnieri, sede dell’Unione montana

Il Consiglio dell’Unione montana ha approvato all’unanimità il conferimento all’ente dell’incarico di organizzare e gestire le attività di fusione dei cinque Comuni della Valbrenta. Si è attivato così ufficialmente l’iter per unire sotto una sola Amministrazione i municipi di Solagna, Campolongo, San Nazario, Valstagna e Cismon. Il passaggio è epocale. Il culmine sarà il referendum consultivo che chiamerà i cittadini ad esprimere la loro posizione sulla fusione entro e non oltre il 31 dicembre 2018. Di fatto un unico Comune e un territorio unificato porterebbe a una drastica riduzione della figure decisionali. I sindaci da 5 passerebbero a 1, i consiglieri da 50 a 13, e così via per gli assessorati e le posizioni politiche.

Il progetto segue quello attuale dell’Unione dei Comuni, partito nel 2015, quando c’è stato il passaggio di tutte le funzioni fondamentali nell’attuale ente della Valle. Uno dei timori più diffusi dei cittadini è quello di perdere i riferimenti politici e la possibilità di una vicinanza reale con l’ente amministratore. Il progetto di fusione redatto nei mesi scorsi ha tra i punti fondamentali proprio quello di “difendere e tutelare le singole territorialità e identità dei paesi coinvolti nella fusione”. Per farlo si punterà sulla municipalità. «Ogni singolo municipio sarà composto da un prosindaco e da un Consiglio municipale, rappresentato da due consultori». I loro incarichi saranno gratuiti. Tra le fasi di dibattito emerse durante il consiglio di Unione non sono mancate alcune frizioni nell’intervento del consigliere Paolo Gobbato, già consigliere di Pove, che ha criticato le posizioni dei consiglieri di minoranza del Comune di Solagna, espresse nei giorni scorsi sul nostro giornale. Gli unici ad essere contrari alla fusione che ritengono «non adatta a garantire maggiori servizi per tutti i Comuni che da questo processo uscirebbero impoveriti e con meno opportunità per i cittadini». «Alcuni consiglieri di minoranza di Solagna ci hanno chiesto di non votare il punto che dà il via al processo di fusione - ha spiegato Gobbato durante il Consiglio - palesando la possibilità di costruire una nuova fusione tra Pove e Solagna. La risposta ovviamente è no, e il nostro voto verso questo processo è positivo. Se Pove non è stato in grado di essere protagonista nel processo di unione e fusione non ha nessun senso che faccia unioni o fusioni con altri Comuni». Il via è quindi ufficiale.

Il primo fondamentale passaggio sarà quello della campagna di informazione rivolta alla cittadinanza. Innanzitutto verrà redatta una brochure con i dettagli del progetto di fusione che sarà consegnata alla cittadinanza nel primo ciclo di incontri che verrà organizzato in tutti i Comuni interessati, incluse le frazioni. Sarà predisposta anche una pagina web che riporterà i dettagli del percorso, con dati statistici, date degli incontri, verbali, domande e rassegne stampa. I cittadini, prima del referendum, saranno chiamati ad esprimere le loro opinioni attraverso un questionario. Infine, subito prima della consultazione, sarà organizzata una seconda tornata di incontri pubblici.

Francesca Cavedagna
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