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29.03.2018

Una scossa di terremoto fa tremare la Valbrenta Scuole evacuate e giallo

Terremoto a Possagno, la scossa fa tremare anche la Valbrenta. Scuole evacuate e studenti all’esterno per oltre un’ora: per il rientro la dirigente scolastica ha preteso l’ok di tutti i sindaci. Una misura che ha fatto sorgere interrogativi sulla sicurezza degli stabili: di recente è stato chiuso un plesso a Valstagna. La preside però spiega: «Lo prevede il protocollo regionale, io l’ho solo applicato. Se le scuole siano sicure dovete chiederlo ai sindaci». Alle 9.36 di ieri mattina la terra ha tremato. Una scossa di magnitudo 3,0, con epicentro a Possagno, a una decina di chilometri di profondità nel sottosuolo. Nessun danno nel Trevigiano, ma il sisma è stato avvertito in buona parte del Bassanese, da Romano al capoluogo, inclusa ovviamente la Valbrenta con i plessi dell’istituto comprensivo Bombieri. In particolare l’allarme è scattato nelle scuole di Pove, Valstagna, San Nazario e Cismon, dove gli alunni sono stati subito fatti uscire dal personale, così come previsto dal piano di evacuazione, provato e riprovato nei mesi scorsi. I bambini, senza perdere la calma, hanno seguito le indicazioni di maestre e professori, si sono messi in fila indiana e hanno raggiunto le aree esterne. Una misura dovuta, anche se - va subito sottolineato - nessun edificio ha mostrato alcun sintomo di cedimento. Poi però la dirigente scolastica, Laura Carraro, non ha autorizzato il rientro, chiedendo un’espressa autorizzazione ai sindaci, che così si sono dovuti assumere la responsabilità di dichiarare la tenuta degli stabili: in Valbrenta non era mai successo. «Ho solo applicato il protocollo, come avevo già fatto in passato in altri istituti comprensivi da me diretti - spiega Carraro -. La responsabilità della dirigenza scolastica è solo quella di addestrare gli alunni all’evacuazione e al rientro in classe in sicurezza. Parte a cui abbiamo ottemperato senza problemi. La tenuta statica degli edifici, invece, è una responsabilità dei sindaci, diretti referenti della protezione civile. Senza il loro ok, non avrei fatto rientrare gli alunni». Ci sono dubbi sulla sicurezza di alcuni plessi? «So che ci sono interventi da fare a Valstagna e San Nazario, ma non tali da far chiudere gli edifici come è successo alle elementari - prosegue la preside - . Come ho detto, però, le mie responsabilità si fermano alla messa in sicurezza dei ragazzi». Per avere il nulla osta di tutti i sindaci gli alunni di cinque plessi, circa 500 ragazzi, sono rimasti in giardino anche per più di un’ora, come è accaduto a San Nazario. «Mi è parsa una richiesta abbastanza ingiustificabile - commenta il primo cittadino Ermando Bombieri -, le valutazioni sulla tenuta degli edifici sono state fatte, ho comunque chiesto un confronto con la Protezione civile, che mi ha assicurato la completa agibilità. Faccio il sindaco da tanti anni, ma una cosa così non mi era mai successa». E poi c’è Cismon: «Le nostre scuole sono sicure - spiega il primo cittadino Luca Ferazzoli - abbiamo effettuato tutti i lavori di adeguamento necessari a tutelare la sicurezza degli alunni. Capisco la cautela della preside, ma noi siamo tranquilli». Valstagna: «Siamo stati inclusi nelle zone dove il sisma non è stato percepito - commenta Carlo Perli -. Capisco comunque la scelta della preside: le scuole sono sicure ma abbiamo pronti altri interventi». •

Francesca Cavedagna
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