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20.07.2017

«Un urlo e poi la caduta
È piombato tra le rocce»

Luca Maria Chenet
Luca Maria Chenet

«Ho sentito l’urlo di Guido e mi sono voltato immediatamente. L’ho visto cadere di sotto. Ha fatto un volo incredibile. È piombato tra le rocce in un punto dove ci saranno stati al massimo venti centimetri d’acqua. Sono corso di sotto: la scena era drammatica. Aveva il cranio spaccato». Luca Maria Chenet, ex presidente del mandamento bassanese di Confcommercio, è ancora sconvolto dall’incidente. «Ho fatto parlare Guido per tenerlo vigile, gli ho tenuto strette le mani per evitare che andasse in ipotermia. Non era il mio primo soccorso di questo tipo, ma praticarlo a un amico è stato choccante. Non dimenticherò mai quei terribili minuti».

«Dovevamo seguire le troupe della Rai per le riprese, a cui dovevamo in parte partecipare - spiega Chenet -. La parte che interessava il complesso carsico non riguardava il nostro percorso di gita, ma ci siamo fermati comunque per aspettare gli operatori. La maggior parte di noi è rimasta all’ingresso, Guido invece ha scelto di seguire i cameraman fino alle sorgente dell’Oliero: non ci era mai stato e voleva approfittare della giornata per vederle».

Poi è successo l’incidente. «Si erano avviati lungo il sentiero da pochi minuti - racconta ancora Chenet -, io ero girato di spalle quando ho sentito gridare “aiuto”. Mi sono voltato subito e ho visto Guido che stava precipitando di sotto. Sono rimasto di ghiaccio. Ha fatto un volo di quasi quattro metri, è piombato sulle rocce con violenza». Chenet si è portato sul punto dell’incidente insieme a un altro amico e a una guida turistica esperta. «Ho subito pensato di tenergli le mani per scaldarlo il più possibile - specifica -, l’acqua era freddissima, c’era il rischio che andasse in ipotermia. Gli parlavo per non fargli perdere conoscenza. Aveva la scatola cranica visibile, e si è scoperto che era rotto anche lo sterno. All’inizio ha risposto a tutte le mie domande, cercavo di distrarlo, gli parlavo della Fiab. Poi mi ha detto che faceva molta fatica a respirare, ho capito che doveva centrare la frattura dello sterno e che c’era il pesante rischio di complicazioni cardiache».

Per fortuna sono arrivati i soccorsi. «La guida delle grotte è stata bravissima - conclude Chenet - ha guidato tutte le operazioni con grande capacità e sangue freddo, aiutando i soccorritori ad arrivare sul posto nel minor tempo possibile. Hanno intubato Guido e lo hanno portato via. Noi abbiamo deciso di interrompere la nostra partecipazione alle riprese, cambieranno scaletta. Siamo troppo preoccupati per lui, vogliamo solo che si riprenda». F.C.

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